L’Europa rischia di sostituire una dipendenza energetica con un’altra. Il direttore dell’Agenzia internazionale per l’Energia (IEA), Fatih Birol, ha messo in guardia contro l’aumento delle importazioni di gas dagli Stati Uniti, giudicandolo un potenziale rischio geopolitico per la Germania e per il continente. Intervenendo al vertice sull’Energia (Energie-Gipfel) organizzato dal quotidiano Handelsblatt, Birol ha sottolineato che sovranità, competitività e sicurezza europee dipenderanno in modo decisivo dalle scelte energetiche dei prossimi anni. “Vedo chiaramente la lunga e oscura ombra della geopolitica”, ha detto, auspicando che la sicurezza energetica venga considerata una questione di sicurezza nazionale.
Birol ha poi criticato la strategia energetica europea, mettendo in discussione l’attuale equilibrio tra fonti fossili ed elettricità. Secondo il direttore dell’Agenzia internazionale per l’energia, il consumo di energia in paesi con scarse risorse fossili tende ad avere un’elevata quota di elettricità, mentre in Europa la quota si attesta intorno al 20%, un livello simile a quello di paesi ricchi di combustibili fossili come Stati Uniti e Australia. In Cina, Giappone e Corea, invece, l’elettricità rappresenta circa il 33% dei consumi. “È, a mio avviso, un grande errore”, ha affermato Birol, aggiungendo che “il futuro dell’Europa dovrebbe essere elettrico”.
