L’Europa accelera la cooperazione nella produzione di energia eolica offshore nel Mare del Nord, con l’obiettivo di garantire l’approvvigionamento energetico del continente e impedire un ritorno al gas russo. A firmare oggi ad Amburgo la dichiarazione congiunta, in occasione del terzo vertice sulla cooperazione in materia di energia e sicurezza nella regione del Mare del Nord, i ministri dell’energia di Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Islanda, Irlanda, Lussemburgo, Paesi Bassi e Norvegia. Obiettivo, creare “il più grande polo mondiale di energia pulita”, secondo il ministero federale tedesco per gli affari economici e l’energia.
Alla seconda edizione di questo vertice, nel 2023, i paesi partecipanti avevano concordato di raggiungere i 300 gigawatt di capacità energetica nel Mare del Nord entro il 2050, con un obiettivo intermedio di 120 GW al 2030, obiettivo che, secondo gli esperti del settore, non sarà raggiunto. Il nuovo accordo prevede l’avvio di un numero senza precedenti di progetti eolici offshore congiunti, per una capacità totale di 100 GW (produzione che equivale al fabbisogno elettrico di quasi 100 milioni di abitazioni). “Prevediamo che l’accordo rafforzerà la resilienza e la sicurezza dell’approvvigionamento dell’Europa”, ha affermato Katherina Reiche, ministro tedesco dell’Economia e dell’Energia, in una conferenza stampa all’inizio del vertice.
Gran parte dell’Europa, in particolare la Germania, dipendeva da tempo dalle forniture di gas russo, fino alla decisione di interromperle dopo l’invasione dell’Ucraina da parte di Mosca nel 2022. Questa interruzione ha innescato un’impennata storica dell’inflazione, gettando in crisi molte industrie ad alta intensità energetica. I leader europei, riuniti ad Amburgo, hanno sottolineato di non volersi mai più trovare in quella situazione. “Stiamo inviando un segnale molto chiaro alla Russia: non vi permetteremo più di usare l’energia contro di noi”, ha dichiarato Dan Jørgensen, Commissario europeo per l’energia.
