Commentando i dati diffusi dal report European Electricity Review, pubblicato oggi dal think tank globale Ember – che ha analizzato il sistema elettrico UE nel 2025 sulla base dei dati relativi alla produzione e al consumo di elettricità per tutti i 27 Paesi, con lo scopo di valutare come procede la transizione energetica dalle fonti fossili all’elettricità pulita – Simona Abbate di Greenpeace Italia, dichiara: “nonostante il crescente negazionismo climatico di ritorno, le pressioni di Trump per allontanare l’Europa dalle politiche green e le mosse del governo italiano che, tra le altre cose sceglie di mettere in standby alcune centrali a carbone invece di chiuderle, prendendo in considerazione l’intero 2025 per la prima volta la produzione di energia da fonti rinnovabili come il solare e l’eolico ha superato lo scorso anno la produzione da fonti fossili”.
“Si tratta di un’ottima notizia, le rinnovabili avanzano perché sono sicure, pulite, democratiche e accessibili. Malgrado questo, il governo italiano ha deciso di legare il nostro Paese al gas statunitense, presentandolo come garanzia di sicurezza energetica, mentre la crescita delle rinnovabili dimostra che l’indipendenza energetica si costruisce con fonti realmente accessibili come il sole e il vento, non con nuove dipendenze fossili. La situazione italiana è infatti emblematica, le scelte del governo sono miopi e vanno a scapito delle persone, dell’industria e del clima”, conclude Abbate.
I dati di Ember
“I dati di Ember rivelano infatti anche una tendenza preoccupante: l’aumento del ricorso al gas fossile, trainato da Paesi come il nostro. L’Italia resta tra quei Paesi che, al contrario del trend continentale, continua a preferire la produzione da fonti fossili invece di accelerare con decisione sulla transizione energetica. Eppure, secondo il report, il nostro Paese è uno dei leader europei nello sviluppo dei sistemi di accumulo: puntando con maggiore convinzione su questa tecnologia, l’energia eolica e solare immagazzinata in batteria potrebbe costare molto meno, circa 64 €/MWh, a fronte di un prezzo medio dell’elettricità prodotta nel nostro Paese attualmente di circa 111 €/MWh”, conclude la nota.
