Niscemi, Musumeci: “la frana potrebbe estendersi per altri 150 metri”

La situazione a Niscemi "è in costante aggiornamento ed evoluzione fino a quando non si fermerà la frana. L'area rossa è destinata ad allargarsi"

A Nisceminon sappiamo quanto la linea della frana possa ancora estendersi. I tecnici hanno suggerito altri 150 metri. Se consideriamo altri 400 metri in larghezza, sono centinaia le case coinvolte nella zona rossa. Sono case che molto probabilmente non potranno essere più abitate“: è quanto ha dichiarato il Ministro per la Protezione civile, Nello Musumeci, al Forum in Masseria a Roma, precisando che “la frana è ancora in atto, lentamente ma inesorabilmente“.  La situazione a Niscemi “è in costante aggiornamento ed evoluzione fino a quando non si fermerà la frana. L’area rossa è destinata ad allargarsi se il fenomeno non si arresta. Così, pensiamo già al dopo, l’irreparabile è già avvenuto. Per il governo e la Protezione civile è importante intanto che alle famiglie, costrette ad allontanarsi e molte delle quali non potranno tornare nelle loro case, sia assicurato un tetto dignitoso: il comune individui un’area alternativa e saremo pronti a investire“, ha dichiarato il Ministro Musumeci a Rtl 102.5. Al momento, secondo le ultime stime, sono 1.276 gli sfollati, 500 i nuclei familiari. “Ho costituito un team di esperti, biologi e altri tecnici per farmi dire in una settimane se ritengano che questo fenomeno possa continuare: una cosa è pensare di fermarsi a 150, 170, 180 metri dalla linea del fronte, altra cosa è se questo fronte possa arretrare ancora verso il centro abitato: a quel punto servirebbe un intervento in prospettiva che va preso d’accordo con le autorità locali, le prime responsabili della pianificazione urbanistica“. Di certo, assicura il ministro, “i soldi per Niscemi ci sono, sono nel Dipartimento per la ricostruzione e se non dovessero bastare, il governo è pronto ad aumentare i fondi; ma serve sapere quante famiglie devono essere ricollocate in questo nuovo quartiere“.

A Niscemi nel frattempo è tornata la la fornitura del metano che era stata interrotta per la rottura delle tubazioni a causa dei crolli provocati dal cedimento del terreno. Da oggi, la rete è attiva, come ha comunicato il sindaco Massimiliano Conti. L’amministrazione comunale e le autorità di protezione civile, insieme alle istituzioni competenti, stanno predisponendo un piano di riapertura delle scuole, chiuse da giorni soprattutto per l’assenza del metano necessario ai riscaldamenti. Uffici postali e banche sono attivi. Il sindaco Conti ha annunciato l’arrivo del Genio militare per gli interventi necessari a una viabilità alternativa, che permetta più vie di collegamento e agli agricoltori di raggiungere le loro proprietà nelle aree rurali, attualmente inaccessibili perché a ridosso delle strade provinciali 12 e 10, chiuse a causa della frana che le ha rese impraticabili.