Si avvicina uno degli appuntamenti più simbolici e carichi di tensione del panorama scientifico internazionale. Il 27 gennaio 2026, il Bulletin of the Atomic Scientists svelerà ufficialmente l’orario aggiornato del Doomsday Clock, l’Orologio dell’Apocalisse che dal 1947 misura metaforicamente quanto l’umanità sia vicina all’autodistruzione. Non si tratta di una semplice cerimonia formale, ma di un verdetto rigoroso emesso da un comitato di esperti in risposta a un’epoca segnata da un’instabilità geopolitica senza precedenti, dall’aggravarsi della crisi climatica e dai rischi emergenti delle tecnologie dirompenti. L’annuncio, che avverrà durante una conferenza stampa dal vivo alle 16 ora italiana, sarà trasmesso in diretta streaming mondiale sul canale YouTube del Bulletin, offrendo a cittadini e decisori politici una bussola per comprendere la gravità delle sfide esistenziali che ci attendono nell’anno appena iniziato.
Un record inquietante: siamo a 89 secondi dalla mezzanotte
Nel 2025, l’orologio è stato posizionato a soli 89 secondi dalla mezzanotte, il punto più vicino alla catastrofe mai raggiunto nei 78 anni di storia di questo indicatore. Questo spostamento riflette un’epoca di pericoli estremi, dove la minaccia nucleare e il collasso degli ecosistemi hanno ridotto drasticamente il margine di manovra per la diplomazia internazionale.
Chi decide l’ora del destino?
La posizione delle lancette non è frutto di una suggestione, ma di un’analisi scientifica multidisciplinare. A stabilire l’orario è il Science and Security Board (SASB) del Bulletin, un gruppo d’élite composto da leader riconosciuti a livello mondiale con focus su tre aree critiche:
- Rischio nucleare e proliferazione delle armi;
- Cambiamento climatico e politiche di decarbonizzazione;
- Tecnologie disruptive, con particolare attenzione all’Intelligenza Artificiale e alla biosicurezza.
La decisione viene presa in costante consultazione con il Board of Sponsors del Bulletin, che include al suo interno 8 premi Nobel.
Un panel di eccellenza globale
L’annuncio del 27 gennaio vedrà la partecipazione di figure di spicco della scienza e dell’attivismo. Tra i relatori principali figurano:
- Maria Ressa: Premio Nobel per la Pace 2021 e CEO di Rappler, esperta di disinformazione e democrazia.
- Daniel Holz: Fisico dell’Università di Chicago e presidente del SASB.
- Alexandra Bell: Presidente e CEO del Bulletin of the Atomic Scientists.
- Inez Fung: Professoressa emerita di scienze atmosferiche alla UC Berkeley.
- Asha M. George: Direttore esecutivo della Bipartisan Commission on Biodefense.
Perché il Doomsday Clock riguarda tutti noi
Nato nell’immediato dopoguerra per mano degli scienziati del Progetto Manhattan, l’Orologio dell’Apocalisse non è solo un monito catastrofista, ma un urgente invito all’azione. Ogni secondo rimosso o aggiunto alla mezzanotte rappresenta la capacità dell’uomo di governare le proprie invenzioni. Seguire l’annuncio del 2026 significa prendere coscienza dello stato di salute del nostro pianeta e delle azioni necessarie per riportare indietro le lancette verso la sicurezza.
