Quattro anni fa un gigante sottomarino ha sfidato l’atmosfera

L'eruzione sottomarina di Hunga Tonga-Hunga Ha'apai ha fatto il giro del pianeta, ha generato tsunami globali e ha aperto un nuovo capitolo nello studio dei vulcani e del clima

Esattamente 4 anni fa il mondo assisteva a un evento che ha riscritto i manuali di vulcanologia e meteorologia. Il 15 gennaio 2022, il vulcano sottomarino Hunga Tonga-Hunga Ha’apai, situato nell’arcipelago delle Tonga nel Pacifico meridionale, si è risvegliato con una violenza inaudita, producendo l’eruzione più potente registrata negli ultimi 150 anni. Ripercorriamo cosa accadde quel giorno e perché, ancora oggi, gli scienziati continuano a studiare le incredibili conseguenze di un evento storico.

Un’esplosione senza precedenti

L’eruzione non è stata solo un evento geologico locale, ma un fenomeno globale. La potenza sprigionata è stata stimata tra i 10 e i 15 megatoni, rendendola centinaia di volte più forte della bomba atomica di Hiroshima. I dati raccolti dai satelliti e dai sensori di tutto il mondo hanno confermato numeri da record:

  • Altezza della colonna – Il pennacchio di ceneri e gas ha raggiunto i 57 chilometri di altezza, penetrando per la prima volta nella storia delle osservazioni satellitari fino alla mesosfera;
  • Onda d’urto – Il boato è stato udito distintamente fino in Alaska, a 9mila km di distanza. L’onda d’urto atmosferica (onda di Lamb) ha fatto il giro del pianeta per ben 4 volte;
  • Tsunami globale – L’eruzione ha generato uno tsunami che ha attraversato l’intero Oceano Pacifico, raggiungendo le coste del Giappone fino al Cile e alla California.

L’anomalia del vapore acqueo

A differenza delle grandi eruzioni del passato, come quella del Monte Pinatubo nel 1991 che raffreddò temporaneamente il clima terrestre a causa delle polveri che schermavano il sole, il vulcano Tonga ha fatto l’esatto opposto. Essendo un’eruzione sottomarina, l’esplosione ha proiettato in atmosfera una quantità colossale di vapore acqueo: circa 146 milioni di tonnellate, sufficienti a riempire 58mila piscine olimpioniche. Poiché il vapore acqueo è un potente gas serra, questo evento ha esercitato una temporanea pressione al rialzo sulle temperature globali negli anni successivi.

Cosa abbiamo imparato 4 anni dopo?

Oggi, 15 gennaio 2026, la comunità scientifica utilizza i dati di Tonga per affinare i sistemi di allerta precoce. Abbiamo imparato che gli tsunami possono essere generati non solo da terremoti o frane sottomarine, ma anche da variazioni di pressione atmosferica durante esplosioni vulcaniche, un fenomeno precedentemente sottovalutato.