“I grandi player come gli Stati Uniti e la Cina stanno crescendo con numeri molto importanti nel settore spaziale e l’Italia deve collocarsi in modo strategico in questo contesto. Il settore della Space Economy globale nel 2024 è stimato oltre 600 miliardi di dollari, con un tasso di crescita annuo dello 0,8%, in aumento rispetto allo 0,6% precedente, trainato dai lanci dei satelliti della costellazione Starlink e dall’ingresso dei capitali privati. L’Italia si colloca al terzo posto tra i Paesi contributori dell’Agenzia Spaziale Europea, con una contribuzione di 3,5 miliardi per il prossimo triennio, una cifra che ci consente di guardare al futuro del settore con rinnovata fiducia“. Così Luca Vincenzo Maria Salamone, direttore generale dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), intervenuto alla prima edizione del Forum Difesa.
“La crescita americana è dovuta al passaggio dalla ‘cold space economy’ alla ‘New Space Economy’ con un ruolo sempre più rilevante dei privati, come Elon Musk e SpaceX, che grazie ai nuovi lanciatori riutilizzabili riducono significativamente i costi. Anche in Cina – ha aggiunto – si osserva una crescita a doppia cifra. In Europa è fondamentale affrontare l’eccessiva frammentazione normativa e industriale. La EU Space Act e iniziative come la joint venture tra Leonardo e Thales sono strumenti fondamentali per creare un campione europeo in grado di competere con player internazionali. Il settore spaziale italiano è strategico non solo per la difesa e la ricerca scientifica, ma anche per lo sviluppo industriale e tecnologico. Abbiamo l’opportunità di rafforzare la nostra Space Economy, valorizzando le competenze della filiera industriale italiana e consolidando il ruolo dell’Agenzia Spaziale Italiana nel panorama internazionale”, ha concluso Salamone.
