Una vasta e violenta tempesta di ghiaccio e neve sta colpendo gli Stati Uniti, provocando almeno 14 vittime, estesi blackout elettrici e una paralisi quasi totale dei trasporti, in particolare del traffico aereo. Il sistema perturbato ha interessato circa due terzi del territorio nazionale, coinvolgendo quasi 180 milioni di persone, dalla fascia meridionale delle Montagne Rocciose fino al New England. I decessi si sono verificati in Kansas (1), Louisiana (2), Texas (3), Tennessee (3) e New York (5).
Neve, ghiaccio e gelicidio: una combinazione distruttiva
La tempesta si è caratterizzata per una pericolosa combinazione di neve abbondante, gelicidio e accumuli di ghiaccio, particolarmente dannosi per le infrastrutture. Dopo aver colpito duramente gli Stati del Sud, il fronte perturbato si è spostato verso il Nord/Est, dove il National Weather Service aveva previsto accumuli nevosi compresi tra 30 e 60 cm tra Washington, New York e Boston.
Il ghiaccio ha causato i danni maggiori alla rete elettrica, appesantendo cavi e tralicci e provocando la caduta di alberi. Nell’arco dell’ultima giornata, oltre un milione di abitazioni è rimasto senza corrente. Lo Stato più colpito risulta il Tennessee, con più di 300mila utenti ancora al buio, pari a circa il 9% della popolazione. Situazioni critiche anche in Mississippi e Louisiana, dove si contano oltre 125mila utenze prive di elettricità.
Trasporti nel caos
L’impatto sul sistema dei trasporti è stato pesantissimo. La giornata di domenica è stata segnata da cancellazioni e ritardi su vasta scala, soprattutto negli aeroporti più trafficati del Paese. Secondo FlightAware, sono stati annullati oltre 11.400 voli in un solo giorno. La società di analisi Cirium ha definito l’evento come il più grave per numero di cancellazioni dalla pandemia.
Nel Nord/Est, molti aeroporti hanno sospeso gran parte delle operazioni. A Philadelphia è stato cancellato il 94% dei voli, mentre a LaGuardia, a New York, le cancellazioni hanno raggiunto il 91%, portando alla chiusura temporanea dello scalo nel pomeriggio. All’aeroporto JFK sono stati annullati circa l’80% dei collegamenti. A Washington, il Ronald Reagan National Airport ha registrato la cancellazione di tutte le partenze previste per la giornata.
Disagi significativi si sono estesi anche a grandi hub come Atlanta, Dallas-Fort Worth, Charlotte e Philadelphia, con effetti a catena sull’intera rete nazionale. Le principali compagnie aeree hanno registrato numeri elevatissimi di voli cancellati: American Airlines oltre 1.790, Delta più di 1.470, Southwest circa 1.340, United oltre 1.000 e JetBlue più di 590, pari a circa il 72% della sua programmazione.
Ripercussioni destinate a durare
La ripresa sarà complessa e richiederà diversi giorni, a causa della necessità di riallineare aeromobili, equipaggi e rotte. Anche i passeggeri non direttamente colpiti dalla tempesta potrebbero subire ritardi e modifiche ai propri piani di viaggio.
Nel frattempo, milioni di persone continuano a fare i conti con temperature rigide, interruzioni di corrente e difficoltà negli spostamenti, mentre le autorità locali e i servizi di emergenza lavorano per ripristinare i servizi essenziali e garantire assistenza alle fasce più esposte della popolazione.

