“L’Italia può spingere sulla sua produzione nazionale di gas e petrolio per aiutare ancora le imprese e può accelerare nella costruzione del ruolo di hub nel Mediterraneo”. Lo ha detto il ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, in una intervista a ‘Il Messaggero’. I giacimenti del Venezuela “sono stimati in 300 miliardi di barili, un quantitativo che può rappresentare per l’Italia mille anni di sopravvivenza. Una risorsa enorme utilizzata finora per esercitare il proprio sistema di potere, la propria dittatura. Ma era anche l’ancoraggio di alleanza in Russia”, nota Pichetto. Dunque, “che in questo momento si stia creando un nuovo equilibrio mondiale, politico ma di fatto anche economico, innegabile poi la lettura la daremo più avanti. Si è certamente spezzato una forte influenza russo-cinese”.
Quindi “se valgono le regole di mercato si apre uno spazio di disponibilità del petrolio incrementali, e questo non può che essere positivo per i prezzi. Ma attenzione – mette in guardia il ministro – i giacimenti venezuelani sono enormi come disponibilità non come capacità di produzione. Servono investimenti infrastrutture”. E rispetto a una possibile riapertura del contenzioso di Eni, risponde: “in uno stato di diritto dove chi ha un debito lo paga che è un credito lo incassa la soluzione si dovrebbe trovare”.
