Artemis II, un guasto invisibile ferma il viaggio verso la Luna: domani il colosso SLS torna nell’hangar

Un problema tecnico al sistema dell'elio costringe l'agenzia spaziale al "rollback" del gigantesco razzo verso il VAB: la finestra di lancio di marzo sfuma, si punta tutto su aprile per la prima missione con equipaggio

Proprio quando il sogno di rivedere 4 astronauti sfrecciare verso la Luna sembrava a un passo dalla realtà, la meccanica spaziale ha imposto un brusco richiamo alla cautela. Domani, martedì 24 febbraio, il gigantesco razzo Space Launch System (SLS) della missione Artemis II inizierà la sua lenta e solenne ritirata dalla rampa di lancio 39B del Kennedy Space Center per fare ritorno nel cuore del Vehicle Assembly Building (VAB). Questa manovra di “rollback“, confermata ufficialmente dalla NASA dopo un fine settimana di febbrili analisi dei dati, si è resa necessaria a causa di un’anomalia nel flusso di elio verso lo stadio superiore del razzo, un intoppo tecnico che impedirebbe il corretto funzionamento dei propulsori durante le fasi critiche del volo. Nonostante il successo della recente prova di rifornimento (Wet Dress Rehearsal), conclusasi giovedì scorso, l’ostruzione rilevata nel sistema dell’elio ha rimescolato le carte in tavola: il lancio, inizialmente previsto per la ristretta finestra di marzo (tra il 6 e l’11), è ora ufficialmente rimandato. La corsa contro il tempo si sposta adesso ad aprile, con la NASA impegnata a risolvere il guasto in tempi record per non perdere le opportunità di lancio fissate tra il 1° e il 6 del mese o, in alternativa, a fine aprile. Si tratta di una decisione sofferta ma obbligata per garantire la massima sicurezza ai 4 astronauti – 3 americani e un canadese – che con la capsula Orion compiranno il primo viaggio umano oltre l’orbita terrestre bassa dalla fine dell’era Apollo.

Il guasto invisibile: perché l’elio ha fermato il gigante

Il problema che ha costretto i tecnici a richiamare il razzo non è visibile a occhio nudo, ma è vitale per la sopravvivenza della missione. L’elio, pur non essendo un carburante, svolge un ruolo cruciale: serve a pressurizzare i serbatoi di idrogeno e ossigeno liquido, assicurando che il propellente fluisca verso i motori con la pressione corretta e mantenendo le condizioni ambientali ideali per il funzionamento dell’hardware.

Secondo quanto riportato dai vertici della NASA e anticipato via social dal capo missione Jared Isaacman, è stata rilevata un’ostruzione nel flusso verso lo stadio superiore. Curiosamente, questo intoppo non era emerso durante i test della scorsa settimana, rendendo necessari ulteriori accertamenti che possono essere eseguiti solo all’interno dell’hangar, protetti dalle intemperie e con accesso totale alla struttura del razzo.

Cronoprogramma e prossimi passi

Il “rollback” di domani non è solo una manovra logistica, ma un’operazione ingegneristica complessa che durerà diverse ore. Ecco cosa succederà nelle prossime settimane:

  • 24 Febbraio: inizio del trasporto del razzo SLS (alto 98 metri) dalla rampa al VAB;
  • Fine febbraio/inizio marzo: ispezione tecnica del sistema dell’elio e rimozione dell’ostruzione;
  • Metà marzo: Flight Readiness Review (Revisione della prontezza al volo) per confermare la nuova data;
  • Aprile: nuove finestre di lancio (1 aprile, 3-6 aprile e 30 aprile).

Cosa significa per gli astronauti?

Per l’equipaggio di Artemis II, questo ritardo significa altre settimane di addestramento intensivo e simulazioni. La missione, della durata di circa 10 giorni, non prevede l’allunaggio, ma un passaggio ravvicinato attorno alla Luna per testare tutti i sistemi di supporto vitale della capsula Orion in vista del futuro sbarco umano previsto con Artemis III.

Nonostante la frustrazione per il rinvio, la filosofia della NASA rimane quella del “safety first”: dopo i problemi di perdite di idrogeno che avevano tormentato Artemis I nel 2022, l’agenzia non è disposta a correre alcun rischio con una vita umana a bordo.