Una delle tempeste di neve più intense dell’ultimo decennio ha colpito il Nord/Est degli Stati Uniti, trasformando città e sobborghi in un paesaggio quasi artico e costringendo milioni di residenti a scavare tra cumuli giganteschi per raggiungere scuole e luoghi di lavoro. Dopo il passaggio del sistema depressionario lunedì, martedì mattina molte zone hanno visto il ritorno del sole, ma le conseguenze della nevicata restano evidenti: voli cancellati, trasporti rallentati, centinaia di migliaia di utenze senza elettricità e scuole ancora chiuse in diverse aree. Le autorità meteorologiche hanno definito l’evento un “ciclone bomba” accompagnato da un nor’easter lungo la costa nordorientale, un fenomeno che si verifica quando la pressione atmosferica di una tempesta crolla rapidamente in meno di 24 ore, intensificandone la violenza. Mentre la regione tenta di riprendersi, un nuovo sistema in arrivo dai Grandi Laghi potrebbe portare altra neve e pioggia nelle prossime ore.
Neve da record e città in difficoltà
La tempesta ha scaricato oltre 60 cm di neve in diverse aree del Nord/Est, con accumuli anche superiori nello Stato di Rhode Island, dove in alcune località sono caduti più di 90 cm, superando i livelli registrati durante la storica Blizzard of 1978. Secondo il National Weather Service, si tratta di una delle nevicate più significative degli ultimi anni.
Il meteorologo Ryan Maue ha stimato, utilizzando strumenti di mappatura e intelligenza artificiale, che la quantità totale di neve caduta tra Maryland e Maine sarebbe sufficiente a creare su Manhattan una colonna bianca alta più di un miglio. Una volta sciolta, l’acqua contenuta nella neve raggiungerebbe circa 2,5 trilioni di galloni: abbastanza da riempire l’Empire State Building più di 9mila volte.
Scuole, trasporti e vita quotidiana nel caos
In molte città le scuole sono rimaste chiuse, tra cui grandi distretti scolastici di Boston e Hartford. Situazione diversa a New York City, dove il sistema scolastico pubblico più grande del Paese – con oltre 900mila studenti – ha riaperto regolarmente. Il sindaco Zohran Mamdani ha difeso la decisione sottolineando che molte famiglie dipendono dalla scuola in presenza per poter lavorare, anche se l’affluenza è stata inferiore alla media: circa il 63% degli studenti presenti contro un tasso abituale vicino al 90%.
Il ritorno in classe non è stato semplice. Genitori e studenti si sono mossi tra muri di neve, spargisale in azione e marciapiedi ghiacciati. Quasi un insegnante su 6 ha dato forfait per malattia, costringendo le autorità scolastiche a chiamare oltre 5mila supplenti.
Aeroporti, treni e blackout
Il maltempo ha avuto un forte impatto anche sui trasporti: circa 2.200 voli sono stati cancellati negli Stati Uniti, soprattutto negli aeroporti di New York, New Jersey e Boston. Lo scalo principale di Providence, il T. F. Green International Airport, ha sospeso completamente le operazioni mentre affrontava quasi un metro di neve.
La rete ferroviaria ha funzionato a singhiozzo: alcune tratte gestite da Amtrak tra Boston, New York e Philadelphia sono state cancellate, mentre altre linee hanno continuato a operare con mezzi speciali per liberare i binari dalle derive di neve.
Intanto, migliaia di famiglie restano senza elettricità, in particolare nella zona di Cape Cod, nello stato del Massachusetts, dove oltre 100mila utenze risultavano ancora al buio mentre i tecnici lavoravano al ripristino del servizio.
Un bilancio tragico e operazioni di emergenza
La tempesta ha causato almeno una vittima: a Newport un giovane di 21 anni è stato trovato privo di sensi all’interno di un’auto coperta dalla neve ed è morto in ospedale per avvelenamento da monossido di carbonio.
Nel frattempo le città stanno affrontando una sfida logistica enorme: smaltire montagne di neve. A New York sono pronti grandi impianti di scioglimento che trasformano cumuli di neve e ghiaccio in acqua calda, mentre a Providence l’amministrazione ha individuato diverse aree dove accumulare la neve rimossa dalle strade, con polemiche politiche sulla scelta dei siti.
Tra disagi e scene invernali spettacolari
Nonostante i problemi, la tempesta ha anche creato scene quasi festive: battaglie di palle di neve, pupazzi giganti e parchi trasformati in campi di gioco improvvisati. In uno degli episodi più virali, una gigantesca battaglia di palle di neve è esplosa a Washington Square Park, dove alcuni agenti di polizia sono stati presi di mira da centinaia di partecipanti.
Nuova perturbazione in arrivo
Il maltempo, però ha concesso solo una breve tregua. Un nuovo sistema proveniente dalla regione dei Grandi Laghi è atteso nelle prossime ore: dovrebbe essere meno potente, ma potrebbe comunque portare altra neve mista a pioggia sul Nord/Est. Anche pochi centimetri aggiuntivi rischiano di complicare ulteriormente le operazioni di pulizia e il ritorno alla normalità in una regione già messa a dura prova dalla tempesta storica.
