Oggi la Nuova Zelanda ha commemorato il 15° anniversario del devastante terremoto magnitudo 6.3 che il 22 febbraio 2011 ha colpito Christchurch, una delle città più popolose dell’Isola del Sud. Il sisma causò la morte di 185 persone e il danneggiamento di circa 30mila edifici, centinaia dei quali furono successivamente demoliti. Le autorità neozelandesi hanno organizzato una cerimonia pubblica in ricordo delle vittime, durante la quale i partecipanti hanno osservato un minuto di silenzio e sono stati letti i nomi dei 185 deceduti. Tra loro vi erano cittadini stranieri provenienti da Giappone, Russia, Cina, Thailandia, Filippine e una donna peruviana che gestiva una scuola in città. Una delle tragedie più dolorose del sisma fu il crollo dell’edificio di 6 piani della Canterbury Television (CTV), che provocò 115 morti e prese fuoco subito dopo.
Dopo un’indagine durata 6 anni, le autorità giudiziarie avevano concluso nel 2017 che non vi erano prove sufficienti per perseguire i presunti responsabili, evidenziando gravi difetti di progettazione dell’edificio come causa principale della tragedia.
La Nuova Zelanda, con oltre 5 milioni di abitanti, si trova sulla faglia tra le placche tettoniche del Pacifico e dell’Australia e registra circa 14mila terremoti all’anno, di cui 100-150 abbastanza forti da essere percepiti dalla popolazione.
