Lo scorso 10 febbraio il ciclone Gezani ha colpito violentemente la costa orientale del Madagascar, costringendo più di 16mila persone a lasciare le proprie abitazioni. In totale, oltre 260mila cittadini hanno subito gli effetti della tempesta, con circa 18mila case distrutte o gravemente danneggiate. L’impatto più grave si è registrato nella città di Toamasina, dove interi quartieri sono stati allagati e molte strade rese impraticabili. Sfollati e famiglie colpite vivono ora in rifugi temporanei, spesso privi dei servizi essenziali e di accesso all’acqua potabile e all’assistenza sanitaria.
Sul terreno è intervenuta la ong Azione Contro la Fame, che ha fornito supporto logistico con attrezzature operative, un generatore e una connessione satellitare per facilitare le operazioni. “Il ciclone ha causato distruzioni su vasta scala“, ha dichiarato Robert Sebbag, presidente di Azione Contro la Fame Francia, sottolineando la necessità di solidarietà internazionale per aiutare gli sfollati.
Nei prossimi giorni i team umanitari distribuiranno kit igienici e da cucina nei rifugi, tra cui Toamasina II, e lavoreranno alla creazione di alloggi temporanei, garantendo assistenza sanitaria e alimentare alle famiglie più vulnerabili. La priorità rimane assicurare condizioni sicure e dignitose per chi ha perso la propria casa.

