Il Veneto si propone alla guida di una iniziativa nazionale per il contrasto ai cambiamenti climatici, assumendo il prestigioso ruolo di capofila nel progetto europeo Life Adact Italy. Su proposta dell’assessore all’Ambiente Elisa Venturini, la Giunta Regionale ha ufficializzato l’adesione alla valutazione finale di questo piano che punta a promuovere l’attuazione del Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici in opere concrete e protezione reale per i cittadini. Se il bando riceverà il via libera definitivo da Bruxelles, il progetto avrà risorse per 23 milioni di euro, con oltre 2 milioni di euro destinati solo a interventi in Veneto.
Il cantiere pilota nella zona industriale di Padova
La strategia veneta punta sulla concretezza, partendo da un intervento simbolo che interesserà la zona industriale di Padova, in particolare un tratto di via della Ricerca Scientifica dove sarà realizzato un laboratorio per la sicurezza idraulica urbana, fondato su soluzioni basate sulla natura. L’intervento prevede la creazione di aree di bioritenzione vegetate per la raccolta, lo stoccaggio e l’infiltrazione delle acque piovane su una superficie complessiva di 256 metri quadrati, suddivisa in 16 aiuole modulari, ciascuna di 8 metri di lunghezza per 2 metri di larghezza, collocate sul lato ovest della strada. Le aiuole drenanti intercetteranno le acque meteoriche provenienti dalle superfici impermeabili, favorendone la raccolta e l’infiltrazione graduale nel sottosuolo, con una conseguente riduzione del carico sul sistema fognario esistente.
L’obiettivo è ridurre l’impatto delle precipitazioni estreme sul sistema fognario, prevenendo allagamenti e danni alle infrastrutture produttive. L’intervento prevede l’utilizzo di componenti vegetali e di un substrato tecnico ad alta permeabilità, progettati per garantire efficienza idraulica, qualità paesaggistica e manutenzione contenuta nel tempo.
La rete dei “Facilitatori del Clima”
Accanto alle opere strutturali, la Regione intende rafforzare il supporto agli enti locali introducendo la rete dei “Facilitatori del Clima”, tecnici esperti formati direttamente dalla Regione e messi a disposizione dei Sindaci. L’iniziativa consentirà ai Comuni di superare difficoltà burocratiche e costi elevati per consulenze esterne, offrendo professionisti in grado di affiancare le amministrazioni nella pianificazione e nell’attuazione delle misure di adattamento, dalla progettazione di interventi verdi urbani alla revisione degli strumenti urbanistici in chiave climatica.
“Essere capofila di un partenariato che coinvolge il Ministero dell’Ambiente, l’Ispra, l’Enea e altre sei Regioni italiane è un riconoscimento dell’eccellenza del nostro modello – dice Venturini – ma la nostra priorità resta il supporto ai cittadini e ai sindaci. Vogliamo che il Veneto non subisca il cambiamento climatico ma lo governi, eliminando i costi superflui per i Comuni e investendo sulla sicurezza delle persone attraverso un’alleanza strategica tra tutti i livelli della pubblica amministrazione”.
La forza del progetto risiede nell’integrazione tra interventi concreti sul territorio e accompagnamento tecnico capillare. Con il cantiere pilota di Padova e la rete dei facilitatori, il Veneto si candida a diventare un modello nazionale di resilienza ambientale, aprendo una stagione di innovazione, prevenzione e protezione per l’intero territorio regionale.
