Un nuovo studio del Massachusetts Institute of Technology (MIT) ha fatto luce sui complessi effetti delle eruzioni vulcaniche e degli incendi boschivi sulle temperature globali. I risultati sono stati pubblicati su PNAS. I ricercatori hanno combinato modelli climatici e osservazioni satellitari dal 1986 al 2024 per stimare le perturbazioni della temperatura atmosferica associate all’eruzione vulcanica del Pinatubo del 1991, agli incendi boschivi australiani del 2019-2020 e all’eruzione sottomarina dell’Hunga Tonga del 2022. Gli autori hanno controllato le tendenze della temperatura a lungo termine, comprese le risposte all’aumento dei gas serra, e la variabilità naturale, tra cui El Niño-Oscillazione Meridionale e la variabilità solare, e hanno isolato le anomalie di temperatura associate ai tre eventi.
Il Pinatubo ha indotto un brusco riscaldamento nella stratosfera, a circa 15-50km sopra la superficie terrestre, e un raffreddamento persistente nella troposfera, al di sotto dei 13km.
Sebbene gli incendi boschivi australiani del 2019-2020 abbiano iniettato solo circa il 5% della massa di aerosol associata al Pinatubo, gli incendi hanno prodotto circa la metà del picco di riscaldamento della stratosfera inferiore del Pinatubo.
Al contrario, l’Hunga Tonga ha prodotto un prolungato raffreddamento stratosferico senza alcuna risposta statisticamente significativa della temperatura troposferica nei primi due anni.
Secondo gli autori, i risultati potrebbero aiutare a spiegare le recenti anomalie della temperatura atmosferica e a migliorare le previsioni di future perturbazioni climatiche dovute a eventi naturali estremi.
