L’esplorazione dello Spazio profondo non è più solo una questione di “arrivare”, ma di “restare”. Per trasformare l’uomo in una specie multi-planetaria, la sfida si è spostata sulla capacità di utilizzare ciò che si trova in loco, senza dipendere esclusivamente dai rifornimenti terrestri. È in questo contesto che nasce una prestigiosa collaborazione internazionale: il Distretto Aerospaziale della Sardegna (DASS) ha ufficializzato un accordo quinquennale con l’Università di Adelaide, in Australia. L’intesa punta a unire le eccellenze sarde con quelle del Centre for Space Resources – Andy Thomas, un polo d’avanguardia che integra competenze in ingegneria, manifattura e attività estrattive applicate al cosmo.
Una sinergia per l’In-Situ Resource Utilization (ISRU)
Il cuore della collaborazione risiede nella capacità di affrontare le sfide dell’esplorazione planetaria a lungo termine. L’obiettivo è duplice:
- Ricerca e Sviluppo: creare tecnologie per l’estrazione mineraria spaziale e la manifattura in orbita o su altri pianeti;
- Ricadute Terrestri: applicare le innovazioni nate per lo Spazio a settori industriali critici sulla Terra nel breve periodo.
L’accordo non si limita alla teoria, ma prevede lo scambio di personale scientifico, lo sviluppo di progetti tecnologici congiunti e la partecipazione a bandi internazionali per il reperimento di fondi,
Obiettivo Pianeta Rosso: il programma “Small Mission to Mars”
Uno dei punti più ambiziosi dell’alleanza riguarda il supporto al programma Small Mission to Mars. Questa iniziativa mira a dimostrare che l’Italia possiede le competenze necessarie per condurre missioni interplanetarie indipendenti.
Il presidente del DASS, Giacomo Cao, ha sottolineato come i risultati del recente progetto Space manufacturing in-situ siano stati fondamentali per accreditare il distretto sardo a livello globale. L’idea è quella di sviluppare sistemi in grado di produrre componenti o materiali direttamente su Marte, utilizzando la regolite (la polvere superficiale) o altri depositi locali.
“La sottoscrizione di questo accordo dimostra che il distretto gode di credibilità e visibilità anche a livello internazionale“, ha dichiarato Cao.
Perché questa alleanza è importante?
In un mercato aerospaziale sempre più competitivo, la Sardegna si conferma un hub strategico. L’integrazione con l’ateneo australiano permette di creare un ponte tra due emisferi, accelerando la creazione di tecnologie che permetteranno ai futuri astronauti di “vivere della terra” anche a milioni di km di distanza da casa.
