Il meteo ferma il gigante SLS: rinviato il rollback del razzo Artemis II

Venti forti e temperature basse costringono la NASA a spostare l’operazione al 25 febbraio

Il maltempo in Florida ha costretto la NASA a modificare i piani per il rientro del razzo destinato alla missione Artemis II dalla rampa di lancio. L’agenzia spaziale aveva inizialmente previsto di avviare il rollback oggi, ma le condizioni meteorologiche avverse – in particolare venti forti e temperature basse – hanno reso impossibile completare in sicurezza le preparazioni. Per questo l’operazione è stata rinviata alla mattina di mercoledì 25 febbraio ora locale. Il trasferimento riguarda il gigantesco razzo SLS con la capsula Orion, che verranno riportati dalla rampa al Vehicle Assembly Building, all’interno del Kennedy Space Center. Qui i tecnici potranno lavorare più facilmente su un problema individuato nel sistema di flusso dell’elio nello stadio superiore del vettore.

Il rollback

Il viaggio di ritorno non è breve: circa 4 miglia (6,4 km) lungo il percorso del centro spaziale, con un tempo stimato fino a 12 ore. Una volta rientrato nell’hangar, il team installerà piattaforme di accesso per raggiungere l’area interessata dal guasto e avviare le verifiche tecniche.

Il rinvio di un giorno non è soltanto un dettaglio logistico. Le operazioni sulla rampa erano già state rallentate dal vento forte nelle ultime ore, e lo slittamento serve proprio a garantire che tutte le procedure di sicurezza siano completate prima dello spostamento del razzo. In missioni di questa complessità, anche piccoli ritardi dovuti al meteo possono influenzare la tabella di marcia complessiva.

Il rollback, inoltre, ha già avuto un effetto sul calendario di lancio. La finestra prevista per marzo non è più considerata praticabile e il primo momento utile per la partenza della missione lunare potrebbe essere all’inizio di aprile, anche se l’agenzia non ha ancora indicato ufficialmente una nuova data.

La missione Artemis II

La missione Artemis II è particolarmente attesa: sarà il primo volo con equipaggio oltre l’orbita bassa terrestre dai tempi del programma Apollo. A bordo voleranno 4 astronauti statunitensi e uno canadese per un viaggio di circa 10 giorni attorno alla Luna prima del rientro sulla Terra.

Negli ultimi giorni i preparativi avevano raggiunto un traguardo importante con il completamento di una prova generale di rifornimento del razzo, durante la quale sono stati caricati con successo i propellenti nei due stadi del vettore. Tuttavia, il problema emerso nel sistema di flusso dell’elio – fondamentale per mantenere la pressione nei serbatoi e le condizioni operative dei motori – ha spinto gli ingegneri a optare per il rientro nel capannone e per ulteriori verifiche.

Il fattore meteo

Secondo la NASA, la rapidità con cui sono state avviate le procedure per riportare il razzo nel grande edificio di assemblaggio potrebbe comunque aiutare a preservare la finestra di lancio di aprile, a seconda dei risultati delle analisi e dei lavori di riparazione nelle prossime settimane. Nel frattempo, il fattore decisivo che ha cambiato i piani immediati resta uno dei più imprevedibili nello spazio come sulla Terra: il meteo.