Gli animali non vedono solo in modo diverso: vivono letteralmente il tempo a velocità differenti. È quanto emerge da una ricerca pubblicata su Nature Ecology & Evolution e condotta da scienziati del Trinity College Dublin e della University of Galway, guidati dal ricercatore Clinton Haarlem. Analizzando 237 specie tra insetti, uccelli, mammiferi e pesci, il team ha misurato la velocità con cui gli animali elaborano le informazioni visive tramite la “critical flicker fusion” (CFF), cioè la frequenza massima alla quale una luce intermittente è percepita come distinta. Più alto è il valore, più rapido è il sistema visivo. Gli esseri umani percepiscono lo sfarfallio fino a circa 60 Hz, mentre alcuni insetti e uccelli superano i 200 lampi al secondo, come se il mondo scorresse più lentamente.
Lo studio mostra che le specie volanti possiedono una percezione visiva circa doppia rispetto a quelle non volanti, e che i predatori che inseguono prede veloci hanno una risoluzione temporale più elevata. Anche la luce e l’ambiente contano: gli animali attivi in condizioni luminose intense vedono più “velocemente”.
Secondo Kevin Healy, i risultati confermano su larga scala l’ipotesi secondo cui i sistemi sensoriali evolvano in base allo stile di vita. Tuttavia, una visione rapidissima richiede molta energia e viene favorita solo quando offre un vantaggio ecologico. La ricerca solleva inoltre dubbi sugli effetti delle luci artificiali tremolanti, che potrebbero disturbare specie con sistemi visivi particolarmente veloci.
