Il 14 febbraio 1779 fu una delle pagine più drammatiche della storia delle esplorazioni geografiche. In questa data il celebre navigatore britannico James Cook fu ucciso durante uno scontro con gli abitanti delle isole Hawaii, mentre si trovava nella baia di Kealakekua Bay. Cook, già noto per aver guidato 3 importanti spedizioni nel Pacifico e per aver contribuito alla mappatura di vaste aree dell’Oceania, era sbarcato alle Hawaii nel gennaio dello stesso anno. Inizialmente accolto con rispetto e curiosità dalle popolazioni locali, il clima tra l’equipaggio europeo e i nativi si deteriorò rapidamente. Le tensioni nacquero a causa di incomprensioni culturali, episodi di furto e attriti legati alla presenza sempre più invasiva dei marinai britannici.
Il 14 febbraio, nel tentativo di prendere in ostaggio un capo locale per recuperare una scialuppa rubata, Cook si trovò coinvolto in un violento confronto. Durante la colluttazione sulla riva, l’esploratore venne colpito e ucciso. La sua morte segnò la fine di una carriera straordinaria che aveva ampliato enormemente le conoscenze europee del Pacifico.
