La “parata dei pianeti” illumina il cielo di febbraio: 6 mondi visibili dopo il tramonto

Sei mondi visibili dopo il tramonto: come, quando e dove osservare uno degli spettacoli astronomici più affascinanti dell’anno

Una suggestiva “parata di pianeti” sta animando il cielo serale di questo periodo, offrendo agli appassionati di astronomia e ai semplici curiosi la possibilità di osservare contemporaneamente 6 pianeti del Sistema solare. L’evento, visibile da questo fine settimana fino alla fine di febbraio, coinvolge Mercurio, Venere, Giove, Saturno, Nettuno e Urano. Tuttavia, non tutti saranno facilmente individuabili a occhio nudo, rendendo l’osservazione un’esperienza che richiede pazienza, condizioni favorevoli e, in alcuni casi, strumenti ottici.

Uno spettacolo celeste raro ma non eccezionale

La cosiddetta “parata di pianeti” viene spesso confusa con un allineamento planetario, ma dal punto di vista scientifico si tratta di un fenomeno diverso. I pianeti orbitano infatti attorno al Sole lungo un piano comune chiamato eclittica, lo stesso percorso apparente seguito dal Sole nel cielo terrestre. Per questo motivo, i pianeti appaiono spesso disposti lungo una linea nel firmamento: quando diversi di essi risultano visibili nello stesso intervallo temporale, si tratta semplicemente di una coincidenza favorevole delle loro posizioni orbitali.

Quando osservare il fenomeno

Il periodo più favorevole all’osservazione si estende fino alla fine di febbraio, con un momento particolarmente indicato previsto per il 28 febbraio. In quella data, Venere e Mercurio si troveranno leggermente più alti nel cielo dopo il tramonto, mentre Saturno apparirà più basso sull’orizzonte. Nella stessa sera sarà presente anche una Luna quasi piena, che contribuirà a rendere lo scenario celeste ancora più suggestivo.

Dove e come vedere la parata

Per osservare la parata planetaria è fondamentale trovarsi all’aperto subito dopo il tramonto e disporre di una visuale libera verso Ovest, senza ostacoli naturali o artificiali. Tra i pianeti visibili, Venere rappresenta il punto di partenza ideale: è il più luminoso e si individua facilmente vicino all’orizzonte occidentale. Poco sopra si potrà scorgere Mercurio e, più in alto, Saturno. Giove risulterà invece il pianeta più semplice da osservare, visibile a occhio nudo nella parte orientale del cielo e sempre più evidente con il passare delle ore notturne.

Gli altri 2 protagonisti, Urano e Nettuno, richiedono invece strumenti ottici. Nettuno si trova molto vicino a Saturno ma può essere individuato solo con un telescopio, mentre Urano è osservabile con un binocolo e si colloca approssimativamente tra Giove e Saturno, al di sotto dell’ammasso stellare delle Pleiadi.

Un aspetto interessante riguarda l’inquinamento luminoso: mentre riduce drasticamente la visibilità delle stelle, incide molto meno sull’osservazione dei pianeti, che appaiono generalmente più brillanti perché relativamente più vicini alla Terra.

Pianeti interni ed esterni: perché non si vedono sempre

La visibilità dei pianeti dipende dalla posizione della Terra lungo la propria orbita attorno al Sole. I pianeti interni, come Mercurio e Venere, si trovano tra la Terra e il Sole o nelle sue immediate vicinanze apparenti, motivo per cui restano spesso nascosti dal bagliore solare e risultano visibili solo poco dopo il tramonto o prima dell’alba. I pianeti esterni, come Giove e Saturno, si trovano invece più lontano dal Sole e possono essere osservati più facilmente durante la notte.

I prossimi eventi astronomici da non perdere

L’apparizione di Mercurio nel cielo serale sarà comunque breve: il pianeta scomparirà già all’inizio di marzo, seguito poco dopo da Saturno, che verrà nuovamente oscurato dalla luce solare. Venere, al contrario, diventerà sempre più evidente nel corso del 2026, consolidando il suo soprannome di “Stella della Sera”.

Il calendario astronomico dei prossimi mesi offre inoltre altri fenomeni spettacolari. Il 17 febbraio si verificherà un’eclissi anulare di Sole, visibile esclusivamente dall’Antartide, durante la quale la Luna non coprirà completamente il disco solare lasciando un caratteristico “Anello di Fuoco“. Ancora più spettacolare sarà l’eclissi totale di Luna del 3 marzo, che colorerà il nostro satellite di rosso, creando la suggestiva “Luna di Sangue“, osservabile soprattutto nelle regioni occidentali del Nord America.