Maltempo Grecia, tornado tra Corfù e Paxos: l’effetto combinato di instabilità, shear e convergenze | VIDEO

Un vortice durato circa 5 minuti tra Corfù e Paxos: tempistica e comportamento tipico dei waterspout mediterranei
Grecia, tornado tra Corfù e Paxos

Nel tardo pomeriggio di oggi lo Ionio settentrionale ha offerto uno di quegli scenari tipici della meteorologia convettiva mediterranea: un vortice ben visibile in mare aperto, sviluppatosi nel tratto compreso tra Corfù e Paxos e osservabile anche dalla costa greca, in particolare dall’area di Drepano (Igoumenitsa). La durata stimata, circa 5 minuti tra le 17:20 e le 17:25, è perfettamente coerente con la vita media dei fenomeni di questo tipo. In meteorologia, un tornado è una colonna d’aria in rapida rotazione che si estende dalla base di una nube convettiva fino alla superficie. Quando la stessa struttura si sviluppa sopra il mare, il termine più appropriato è waterspout (o tromba marina). La colonna visibile è spesso costituita da spray sollevato dall’acqua, goccioline nebulizzate e condensa, che “unisce” visivamente la superficie marina con la nube sovrastante.

Nel caso osservato tra Corfù e Paxos, le caratteristiche descritte sono compatibili con un tornado non mesociclonico, cioè non generato dal mesociclone di una supercella (come accade nei tornado più intensi), ma favorito da processi locali e rapidi tipici dei temporali ordinari o delle linee di rovesci.

Perché nello Ionio questi vortici non sono rari

Il settore tra le Isole Ionie e la costa della Tesprozia è una zona dove la tromba marina può formarsi con relativa facilità quando si sovrappongono alcuni ingredienti chiave:

  • mare più caldo rispetto all’aria in quota, condizione che aumenta l’instabilità verticale;
  • passaggio di una perturbazione o di una linea temporalesca, capace di attivare moti ascensionali;
  • convergenze nei bassi strati (raffiche, linee di groppo, fronti di raffica), che concentrano la vorticità su scala ridotta.

È proprio questa combinazione che, nel Mediterraneo, permette la nascita di vortici anche spettacolari ma spesso di breve durata.

Durata breve, ma rischio reale

Una persistenza di circa 5 minuti rientra pienamente nella “firma” dei waterspout mediterranei: strutture snelle, talvolta discontinue, che possono dissolversi rapidamente oppure rigenerarsi poco distante se l’ambiente resta favorevole.

Finché il vortice rimane sul mare, l’impatto sulla terraferma è spesso limitato. Tuttavia il rischio per diportisti, pescatori e piccole imbarcazioni è concreto: le raffiche improvvise, la turbolenza e l’onda disordinata possono diventare pericolose anche a distanza ravvicinata.

Cosa fare in caso di tromba marina

In presenza di un fenomeno simile, la regola più importante è semplice: non avvicinarsi mai per curiosità o per riprese. La manovra più sicura, per chi è in mare, è allontanarsi lateralmente dalla possibile traiettoria e mantenere la massima attenzione al contesto temporalesco circostante, perché spesso le trombe marine sono il segnale di un ambiente convettivo ancora attivo e in evoluzione.

Episodi come quello odierno, oltre a essere spettacolari, rappresentano un tassello utile per comprendere meglio la climatologia convettiva dello Ionio, un’area dove il mare e la dinamica atmosferica possono creare in pochi minuti fenomeni intensi e improvvisi.

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