L’ondata di maltempo che da settimane colpisce il Portogallo ha raggiunto livelli di criticità elevatissimi, costringendo le autorità locali a disporre l’evacuazione immediata di circa 3mila persone nella città di Coimbra. Le operazioni sono state avviate nella notte a causa dell’innalzamento del livello del fiume Mondego, che attraversa il centro urbano e rappresenta in queste ore una seria minaccia di esondazione. Il sindaco Ana Abrunhosa ha annunciato in conferenza stampa che l’evacuazione riguarda tutte le località situate lungo il corso del fiume, comprese alcune frazioni limitrofe. Le autorità hanno già provveduto allo sgombero di 3 case di riposo, mentre è stata disposta la chiusura delle scuole nelle aree maggiormente esposte al rischio idrogeologico.
Secondo il presidente dell’Agenzia portoghese dell’ambiente, Pimenta Machado, la situazione è destinata a peggiorare nelle prossime ore. Per oggi e domani, infatti, sono attese precipitazioni definite “brutali“, legate al passaggio della tempesta Nils. Le stime indicano che in sole 48 ore potrebbe cadere fino al 20% della pioggia che normalmente si registra in un intero anno.
Il Portogallo è da circa 2 settimane interessato da una serie di perturbazioni meteorologiche particolarmente intense, che hanno già provocato 15 vittime e ingenti danni alle infrastrutture su gran parte del territorio nazionale. Nelle province di Leiria e Coimbra si registrano ancora pesanti disagi, con decine di migliaia di utenze prive di acqua ed energia elettrica.
La gestione dell’emergenza ha inoltre avuto ripercussioni sul piano politico. Travolta dalle polemiche per i presunti ritardi nei soccorsi, il Ministro degli Interni Maria Lúcia Amaral ha rassegnato le dimissioni nella tarda serata di ieri.

