L’alta pressione è tornata protagonista sul Mediterraneo centrale, ma non con il volto limpido e terso che spesso si associa all’anticiclone. In questi giorni l’Anticiclone delle Azzorre si è disteso verso l’Italia, riportando condizioni stabili ma accompagnate, soprattutto in Liguria, da un cielo uniformemente coperto e da un’atmosfera umida e lattiginosa: è il classico scenario di maccaja. La componente oceanica dell’anticiclone azzorriano trasporta aria mite e ricca di umidità nei bassi strati. Quando questa massa d’aria scorre sopra un mare relativamente più freddo e lungo una costa dominata da rilievi immediatamente retrostanti, come accade sul Golfo di Genova, si creano le condizioni ideali per la formazione di nubi basse stratiformi.
Il risultato non è un cielo sereno, ma una copertura compatta di strati e stratocumuli che avvolge il litorale, con temperature costiere generalmente comprese tra 12 e 16 °C nelle ore diurne e minime spesso non inferiori a 8–14 °C. L’escursione termica si riduce drasticamente: la notte non riesce a raffreddare efficacemente il suolo, mentre durante il giorno l’assenza di soleggiamento diretto limita il riscaldamento.
Che cos’è davvero la maccaja
La maccaja è un fenomeno tipicamente ligure: uno strato nuvoloso marittimo basso, spesso persistente per ore o giorni, che interessa in modo particolare l’area di Genova e le riviere circostanti. A differenza della nebbia padana, che si forma per irraggiamento ed è radente al suolo, la maccaja ha una base generalmente collocata a qualche centinaio di metri di quota ed è sospinta dal mare verso la terraferma.
L’aria caldo-umida proveniente dai quadranti meridionali (scirocco o ostro) si raffredda progressivamente nei bassi strati fino a raggiungere la saturazione. L’Appennino ligure, che si innalza bruscamente a ridosso della costa, costringe questa massa d’aria a sollevarsi ulteriormente, favorendo condensazione e consolidamento dello strato nuvoloso. Nei casi più marcati può comparire anche una debole pioviggine fine, mentre altrove persiste solo una cappa umida senza precipitazioni organizzate.
Un equilibrio delicato tra mare e orografia
Il Golfo di Genova rappresenta un laboratorio meteorologico naturale. La combinazione tra mare relativamente caldo, aria umida e rilievi ravvicinati crea un ambiente in cui l’aria resta intrappolata nei bassi strati, spesso sotto una debole inversione termica. Questo favorisce la continuità del tappeto nuvoloso e spiega perché la maccaja sia così caratteristica della Liguria e molto meno frequente in altre aree costiere italiane.
Dal punto di vista sinottico si distinguono due configurazioni principali. La maccaja anticiclonica, associata a un campo di alta pressione senza fronti organizzati, tende a essere stabile e duratura, con cielo grigio uniforme e umidità prossima alla saturazione. La maccaja prefrontale, invece, precede l’arrivo di una perturbazione sul Tirreno o sul Nord Italia: in questo caso lo strato umido rappresenta spesso il preludio a piogge più consistenti.
Effetti su temperatura e percezione del tempo
Sebbene le temperature non siano particolarmente elevate, la sensazione percepita è quella di un clima umido e poco dinamico. L’aria quasi satura mantiene superfici e pavimentazioni costantemente umide anche in assenza di pioggia, la luce si diffonde in modo omogeneo e i contrasti si attenuano, conferendo al paesaggio quella tipica tonalità grigio-perlacea che per i liguri è sinonimo stesso di maccaja.
In sintesi, l’attuale fase anticiclonica sul Mediterraneo non sta portando sole pieno sulla Liguria, ma una stabilità “imperfetta”, dominata da nubi basse marittime e da un equilibrio atmosferico delicato tra mare, rilievi e circolazione su larga scala.
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