“I cittadini di Niscemi non saranno lasciati soli, c’è uno stanziamento sufficientemente congruo per consegnare a ognuno il diritto a tornare alla serenità“. Lo ha detto il Ministro per la Protezione Civile e Politiche del mare Nello Musumeci, oggi a Misterbianco, nel Catanese, a margine dell’inaugurazione della 24esima edizione del salone Nauta. “Credo che i niscemesi – ha aggiunto il Ministro – non abbiano bisogno di visite, ne hanno già avute abbastanza. È venuto per noi il Presidente del Consiglio, basta. Io mi sono preoccupato di provvedimenti, ho messo a disposizione del governo, e quindi di Niscemi, 150 milioni che erano destinati alla prevenzione, ma li ho dirottati ben volentieri”.
“Ho chiesto al capo Dipartimento, che è il Commissario, di darci il cronoprogramma nel più breve tempo possibile, speravo in 30 giorni ma lui dice che ce ne vogliono 60 e quindi il governo c’è e sta lavorando con tutto l’impegno possibile sul fronte frana. Naturalmente bisogna capire dai tecnici quali saranno i processi evolutivi di questo movimento franoso. Se si arresta, quali case possono essere recuperate e, lasciatemi dire – ha proseguito il Ministro – vorrei anche chiedere se quelle case che abbiamo visto crollare in fondo al burrone erano le stesse case che dovevano essere demolite trent’anni fa. Questo ancora non l’ho capito bene, ma nei prossimi giorni credo che sarà tutto più chiaro”.
Musumeci: “contro i cambiamenti climatici l’unica ricetta è la prevenzione”
“Il cambiamento climatico ha esasperato una condizione di fragilità che già esisteva prima. Abituiamoci quindi a convivere con questo rischio e per farlo c’è una sola parola magica, prevenzione“, ha detto ancora Musumeci a Misterbianco parlando con i giornalisti. “Smettiamola di fare i primi piani sui volti delle mamme che piangono i figli scomparsi durante i funerali. Ecco, se mi consentite lo dico da giornalista pubblicista – ha aggiunto il Ministro – il giornalismo non deve essere solo informazione, deve essere anche formazione, deve anche ‘dedicare’ un po’ di tempo e di attenzione alla prevenzione”.
“Se spieghiamo ai cittadini come comportarsi prima, forse – ha osservato il Ministro – riusciremo ad evitare qualche morto e a contenere i danni”. “Purtroppo – ha concluso – siamo ancora lontani da questa esigenza, che prima di essere professionale, è etica”.
