Le notizie che arrivano dal fronte in Iran non sono per niente buone. Se la situazione non dovesse quietare e se decidessero davvero di bloccare a tempo indeterminato lo Stretto di Hormuz, rischieremmo di trovarci con benzina e gasolio a prezzi fuori da ogni logica. Considerate che da lì passa un quinto del petrolio mondiale: se davvero si dovessero chiudere i “rubinetti” sarebbe un bel guaio per tutti. Già in questi primi giorni di marzo stiamo assistendo ad un aumento vertiginoso dei prezzi: il diesel ha toccato quota 1,95 euro e in autostrada addirittura picchi assurdi, anche sopra i 2,20 euro per il servito. Il timore vero e proprio è che, se il conflitto dovesse prolungarsi, i 2 euro al litro potrebbero diventare la norma, sia per la benzina che per il diesel. Anzi, il gasolio potrebbe soffrire pure di più perché la richiesta è sempre altissima. Se poi il Brent dovesse schizzare sopra i 100 dollari al barile, così come si preannuncia, sarebbero tempi duri.
Alla fine è sempre la solita storia: non appena scoppia il panico parte la speculazione e i prezzi s’impennano nel giro di pochi giorni, ben prima che aumentino i costi reali di trasporto. Qui in Italia poi siamo sempre i soliti, con le accise che pesano tantissimo sul prezzo finale. L’unica speranza è che il governo le tagli se la situazione dovesse diventare insostenibile, altrimenti fare il pieno diventerà un lusso.
Le cose si stanno muovendo in fretta e purtroppo non promettono bene. Proprio oggi, 5 marzo, i media hanno dichiarato che i Guardiani della Rivoluzione hanno affermato di avere il “pieno controllo” dello Stretto di Hormuz. Ciò significa che quel famoso quinto di petrolio mondiale è davvero a rischio; ci sono già un centinaio di navi bloccate lì sul posto che non sanno come muoversi.
I rincari qui da noi si sentono già, eccome. Al momento la media nazionale del self ha superato l’1,70 per la benzina, mentre il diesel è volato sopra l’1,90. Il problema però è in autostrada: ci sono segnalazioni di prezzi folli, con il gasolio che in alcuni tratti ha toccato i 2,40 per il servito. È la solita impennata da panico: i listini salgono all’istante appena arriva una brutta notizia.
Il Governo per ora sta a guardare, ma è con il fiato sul collo. Tenete presente che a inizio anno avevano già ritoccato le accise per pareggiare benzina e diesel, quindi muoversi ora è delicato. Tajani e gli altri ministri parlano di diplomazia e aiuti, ma se la benzina si stabilizza sopra i 2 euro anche fuori dalla rete autostradale, è probabile che si dovrà fare nuovamente ricorso al cosiddetto “sconto emergenza” sulle accise, come qualche anno fa. Insomma, si naviga a vista e c’è un sacco di incertezza.
