Si è svolta ieri sabato 28 marzo alle 20:30 la 20ª edizione di Earth Hour, l’Ora della Terra, la mobilitazione globale promossa dal WWF che invita cittadini, istituzioni e aziende a spegnere le luci per 60 minuti in segno di impegno contro la crisi climatica. Un gesto simbolico, ma dal forte impatto collettivo: solo in Italia si sono registrate oltre 200 adesioni tra spegnimenti e iniziative diffuse su tutto il territorio. A livello internazionale, l’iniziativa ha coinvolto alcuni dei monumenti più iconici del pianeta, dalla Tour Eiffel all’Opera House di Sydney, fino alla sede delle Nazioni Unite a New York. Proprio il segretario generale António Guterres ha sottolineato l’importanza dell’evento, invitando a una mobilitazione globale per accelerare la transizione energetica e ridurre le emissioni.
In Italia oltre 170 realtà hanno partecipato spegnendo simbolicamente luoghi simbolo come il Colosseo e San Pietro a Roma, Palazzo Vecchio a Firenze, la Mole Antonelliana a Torino e Piazza San Marco a Venezia. Nella Capitale, per la prima volta, l’evento centrale si è svolto al Gianicolo, presso la Fontana dell’Acqua Paola, in occasione dei 60 anni del WWF Italia. Accanto agli spegnimenti, numerose iniziative hanno animato la serata: passeggiate sotto le stelle, escursioni naturalistiche, cene a lume di candela e attività educative per bambini, tutte dedicate alla sensibilizzazione ambientale.
Il WWF rilancia ora un appello alla politica: vietare la pubblicità dei combustibili fossili e promuovere una comunicazione trasparente sui loro effetti. Una proposta che si inserisce in un contesto globale sempre più critico, in cui la crisi climatica e i conflitti legati all’energia sono strettamente connessi. Earth Hour, ancora una volta, dimostra che la lotta per il clima è una sfida condivisa e non più rinviabile.
