Sono arrivati in mattinata a Silvi alta (Teramo) gli esperti inviati dal Dipartimento Nazionale di Protezione Civile della frana siciliana di Niscemi, che hanno concluso il primo sopralluogo. A guidare la task force Nicola Casagli, uno dei massimi esperti mondiali di frane. “Ci sono scivolamenti di sabbia, che hanno la caratteristica di essere molto improvvisi, rispondono alle piogge in maniera rapida, quindi sono abbastanza imprevedibili. Fortunatamente questa – ha aggiunto l’esperto – ha dato dei segni precursori qualche ora prima, sia a gennaio sia nella riattivazione più importante che è stata il 28 di marzo. È una frana di piccole dimensioni, nulla di paragonabile con Niscemi e con altre frane che si sono verificate negli ultimi mesi in Italia”.
“Però qui è un centro urbano, coinvolge le case, la viabilità, i sottoservizi, per cui è una frana su cui è necessario tenere alta l’attenzione. L’errore è stato costruirci sopra nei tempi in cui è stato costruito l’edificio, perché se si va a costruire sulle frane un po’ i guai si cercano. Così a occhio io non ricostruirei mai su una situazione del genere, su una frana nota, credo non sia possibile nemmeno per la normativa. La Legge italiana vieta la ricostruzione nelle zone a rischio. L’errore è stato costruirci sopra”, ha concluso.
Durante la notte la terra ha tremato, ci sono stati dei piccoli scricchioli, sono spuntate crepe nell’asfalto che prima non c’erano. Al momento non si escludono altri sgomberi di edifici a rischio crollo, oltre ai sette nuclei già allontanati nei giorni scorsi.
