Hawaii, spettacolo record: dal vulcano Kīlauea fontane di lava di oltre mezzo km

L'ultimo episodio eruttivo ha superato ogni limite dall'inizio del ciclo nel 2024. Una pioggia di detriti vulcanici spinta dai venti ha investito le comunità locali, sollevando preoccupazioni per le riserve d'acqua

Uno spettacolo della natura tanto affascinante quanto minaccioso. Il Kīlauea, celebre vulcano delle Hawaii, ha dato vita a un evento eruttivo che è già entrato negli annali. Una gigantesca fontana di lava è stata scagliata a ben 540 metri di altezza nel cielo, segnando un nuovo record assoluto per l’attuale ciclo di eruzioni iniziato a fine dicembre 2024. Sebbene l’eruzione sia durata solo poche ore, le sue conseguenze si sono fatte sentire ben oltre il cratere, trasportate dai venti fino alle comunità vicine.

La furia del vulcano

Il Kīlauea sta attraversando una fase di eruzioni episodiche. Questi eventi tendono a essere brevi – solitamente durano meno di 12 ore – e sono separati da pause che possono prolungarsi anche per un paio di settimane.

L’ultima eruzione in ordine di tempo, classificata dai vulcanologi come “Episodio 43” e avvenuta lo scorso 10 marzo, è durata appena 9 ore. Un lasso di tempo relativamente breve, ma sufficiente per generare una pressione tale da scagliare il magma a oltre mezzo km di altezza dalle bocche situate nell’Halema‘uma‘u, un cratere a pozzo all’interno della caldera principale.

L’invasione del “tefra”: cos’è e perché è pericoloso

Oltre allo spettacolo incandescente, l’Episodio 43 ha sollevato enormi quantità di tefra. Con questo termine scientifico si indica l’insieme dei frammenti solidi espulsi da un vulcano: cenere, pomice, scorie, reticolite e i sottilissimi filamenti vitrei noti come “capelli di Pele” (dal nome della dea hawaiana dei vulcani).

Mentre i detriti più pesanti ricadono sui pendii del vulcano, miliardi di particelle più leggere sono state catturate dalle correnti atmosferiche. Sospinte verso Nord/Est, queste ceneri hanno ricoperto l’area del belvedere di Uēkahuna, il Kīlauea Military Camp, ampi tratti della Highway 11 e il centro abitato del Volcano Golf Course. In poche ore, le autorità hanno ricevuto oltre 200 segnalazioni di caduta di tefra.

I rischi per l’acqua potabile e la salute

La vera sfida per i residenti di Big Island non è la lava in sé, ma la gestione di questi detriti. Secondo l’USGS (l’Istituto Geologico degli Stati Uniti), la ricaduta di tefra rappresenta un rischio serio per chi utilizza sistemi di raccolta dell’acqua piovana sui tetti, molto comuni nella zona. Il materiale vulcanico può infatti contenere contaminanti pericolosi come fluoro, arsenico, cadmio, cromo, rame e piombo.

Oltre a rendere l’acqua torbida e di sapore sgradevole, l’ingestione prolungata di queste sostanze è dannosa. L’USGS raccomanda ai residenti di disconnettere i pluviali prima dell’arrivo delle ceneri e di pulire accuratamente tetti e cisterne indossando mascherine, occhiali e guanti, poiché il tefra è altamente irritante per occhi, pelle e vie respiratorie. La buona notizia è che le piogge successive, una volta isolati i serbatoi, contribuiscono a diluire e lavare via la contaminazione in modo naturale.

Cosa accadrà nelle prossime settimane

Il Kīlauea, uno dei vulcani a scudo più attivi e monitorati del pianeta, non sembra intenzionato a fermarsi. Generato da un “punto caldo” (hotspot) nel mantello terrestre che fonde la crosta sovrastante, il vulcano si sta già ricaricando.

I sensori degli scienziati hanno registrato un rigonfiamento nella regione sommitale subito dopo la fine dell’Episodio 43, segno inequivocabile che nuovo magma sta risalendo. I modelli predittivi dell’USGS indicano che l’atteso Episodio 44 potrebbe verificarsi a breve, in una finestra temporale stimata tra il 28 marzo e il 14 aprile.