Esattamente 10 anni fa, l’11 marzo 2016, sul tetto dell’Osservatorio di Torino veniva installata una strana “scatola” puntata verso l’alto. Era la prima fotocamera della rete PRISMA (Prima Rete Italiana per la Sorveglianza sistematica di Meteore e Atmosfera). Oggi, quella singola sentinella è diventata un esercito di oltre 80 occhi elettronici che, ogni notte, scandagliano il cielo sopra le nostre teste. Promossa e coordinata dall’INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica), PRISMA celebra un decennio di successi, trasformando l’Italia in uno dei luoghi più all’avanguardia per lo studio dei bolidi e il recupero di frammenti extraterrestri.
Identikit di un successo: 3mila avvistamenti e 2 “tesori”
In 10 anni di attività, la rete ha registrato oltre 3mila meteore e bolidi. PRISMA però non si limita a scattare foto suggestive: grazie a complessi calcoli matematici, gli scienziati riescono a ricostruire la traiettoria di caduta e individuare il punto esatto in cui un eventuale frammento potrebbe aver toccato terra. Questo “GPS per meteoriti” ha portato a 2 successi storici che hanno fatto il giro del mondo:
- Il bolide di Cavezzo (MO): recuperato il 1° gennaio 2020;
- Il meteorite di Matera: caduto il 14 febbraio 2023, proprio nel giorno di San Valentino.
Perché questi ritrovamenti sono così importanti? Si tratta di meteoriti “freschi”, ovvero frammenti spaziali recuperati a poche ore dalla caduta. Questo permette di analizzare materiale primordiale non ancora contaminato dagli agenti biologici e chimici terrestri.
Nel mondo esistono solo circa 50 campioni di meteoriti recuperati con questa precisione e tempestività. L’Italia, grazie a PRISMA, è una delle protagoniste assolute in questo esclusivo club scientifico.
Scienza partecipata: quando il cittadino diventa ricercatore
Uno degli aspetti più affascinanti di PRISMA è la sua natura corale. La rete non appartiene solo agli accademici: le fotocamere sono ospitate da università, scuole, gruppi di astrofili e associazioni locali. Si tratta di un vero esperimento di Citizen Science: quando un bolide solca il cielo, la caccia al frammento coinvolge attivamente i cittadini, che diventano parte integrante del processo di ricerca sul campo.
Il futuro: educazione e nuovi orizzonti
La rete non accenna a fermarsi. Il numero di fotocamere continua a crescere, coprendo zone sempre più vaste del territorio nazionale. Ma la sfida più grande si gioca nelle aule: PRISMA è diventato un potente strumento didattico, portando laboratori di astronomia nelle scuole primarie e secondarie per accendere la passione delle nuove generazioni verso la ricerca scientifica.
