Luna, la NASA sospende il progetto per la stazione orbitante Gateway: il focus sulla costruzione di una base lunare e la spinta del nucleare verso Marte

La NASA annuncia una serie di iniziative volte a "realizzare la Politica Spaziale Nazionale del Presidente Donald J. Trump e promuovere la leadership americana nello spazio": non solo Luna; entro il 2028 il primo veicolo a propulsione nucleare verso Marte

La NASA intende sospendere il progetto per la realizzazione della stazione spaziale Gateway nell’orbita lunare per concentrarsi sulla costruzione di una base lunare e raggiungere l’obiettivo di “una presenza umana duratura sulla Luna. È quanto emerge dall’evento ‘Ignition’ organizzato dall’agenzia spaziale statunitense per annunciare una serie di iniziative volte a “realizzare la Politica Spaziale Nazionale del Presidente Donald J. Trump e promuovere la leadership americana nello spazio”. “Nell’ambito di questa strategia – dice la NASA in una nota – l’agenzia intende sospendere il Gateway nella sua forma attuale e concentrarsi sulle infrastrutture che consentano operazioni di superficie sostenute. Nonostante le difficoltà riscontrate con alcune apparecchiature esistenti, l’agenzia riutilizzerà le attrezzature idonee e sfrutterà gli impegni dei partner internazionali per supportare questi obiettivi“.

La costruzione di una base lunare

La NASA ha anche annunciato un approccio graduale alla costruzione di una base lunare. Nella prima fase, volta a “costruire, testare, imparare“, aumenterà il ritmo delle attività lunari, inviando rover, strumenti e dimostratori tecnologici: sono previsti fino a 30 atterraggi robotici a partire dal 2027 per velocizzare la consegna di scienza e tecnologia sulla superficie lunare. Nella seconda fase punterà sulla creazione delle prime infrastrutture semi-abitabili e su una logistica regolare.

Nella terza fase, la NASA fornirà le infrastrutture più pesanti necessarie per una presenza umana continua sulla Luna: “ciò includerà gli Habitat Multiuso dell’Agenzia Spaziale Italiana”.

Dal 2027 almeno un allunaggio all’anno

La NASA prevede di investire 20 miliardi di dollari nei prossimi sette anni per sviluppare una base sulla superficie lunare, nell’ambito del suo obiettivo non solo di riportare gli esseri umani sulla Luna, ma anche di permettere loro di viverci. L’agenzia spaziale statunitense ha intenzione di effettuare almeno un allunaggio all’anno a partire dal 2027. La decisione è stata adottata in seguito ai “recenti aggiornamenti del programma Artemis, tra cui la standardizzazione della configurazione del razzo SLS (Space Launch System), l’aggiunta di una missione supplementare nel 2027 e l’esecuzione di almeno un allunaggio sulla superficie lunare ogni anno a partire da tale data”, si legge nel comunicato della NASA.

In base a questa architettura aggiornata, Artemis III – prevista per il 2027 – si concentrerà sul collaudo dei sistemi integrati e delle capacità operative in orbita terrestre in vista dell’allunaggio di Artemis IV. Guardando oltre Artemis V, la NASA ha annunciato oggi che inizierà a integrare un maggior numero di componenti hardware di provenienza commerciale e riutilizzabili per intraprendere missioni con equipaggio frequenti ed economiche sulla superficie lunare, puntando inizialmente ad atterraggi ogni sei mesi, con la possibilità di aumentare la frequenza man mano che le capacità matureranno.

Entro il 2028 il primo veicolo a propulsione nucleare verso Marte

La NASA intende lanciare entro il 2028, verso Marte, il primo veicolo spaziale interplanetario a propulsione nucleare: si chiamerà Space Reactor-1 Freedom e porterà sul pianeta dei droni elicottero simili a Ingenuity che continueranno a esplorarlo. Lo Space Reactor-1 Freedom dimostrerà “la propulsione elettrica nucleare avanzata nello spazio profondo“, dice la NASA nella nota. “La propulsione elettrica nucleare offre una straordinaria capacità di trasporto di massa efficiente nello spazio profondo e consente missioni ad alta potenza oltre Giove, dove i pannelli solari non sono efficaci. Quando SR-1 Freedom raggiungerà Marte, rilascerà il carico utile Skyfall, composto da elicotteri simili a Ingenuity, per continuare l’esplorazione del Pianeta Rosso”.

La SR-1 Freedom creerà un patrimonio di hardware nucleare per il volo, stabilirà precedenti normativi e di lancio e attiverà la base industriale per i futuri sistemi di energia a fissione per la propulsione, le missioni di superficie e le missioni di lunga durata. La NASA e il suo partner, il Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti, sbloccheranno le capacità necessarie per l’esplorazione prolungata oltre la Luna e per i futuri viaggi su Marte e nel Sistema Solare esterno“.

Le dichiarazioni

La NASA è impegnata a realizzare ancora una volta l’impresa quasi impossibile: tornare sulla Luna prima della fine del mandato del Presidente Trump, costruire una base lunare, stabilire una presenza duratura e fare tutto il necessario per garantire la leadership americana nello spazio. Per questo è fondamentale che, al termine di un evento come Ignition, ci sia un allineamento totale sull’imperativo nazionale che è la nostra missione collettiva”, ha dichiarato l’Amministratore delegato della NASA, Jared Isaacman. “Il tempo stringe in questa competizione tra grandi potenze e il successo o il fallimento si misureranno in mesi, non in anni – ha proseguito Isaacman – Se concentriamo le straordinarie risorse della NASA sugli obiettivi della Politica Spaziale Nazionale, eliminiamo gli ostacoli superflui che impediscono il progresso e liberiamo la forza lavoro e la potenza industriale della nostra nazione e dei nostri partner, allora tornare sulla Luna e costruire una base sembrerà poca cosa rispetto a ciò che saremo in grado di realizzare negli anni a venire”.

Tra i carichi scientifici citati ci sono il rover Viper e la missione LuSEE-Night, mentre nuove richieste di informazioni dovranno aprire spazio a contributi di industria, università e partner internazionali per missioni lunari e marziane già nel 2027 e nel 2028.

“Oggi stiamo riorganizzando la NASA attorno alla missione. Sulla Luna, stiamo passando a un’architettura mirata e graduale che sviluppa le capacità atterraggio dopo atterraggio, in modo incrementale e in collaborazione con i nostri partner industriali e internazionali – ha specificato l’amministratore associato della NASA, Amit Kshatriya In orbita terrestre bassa (LEO), stiamo individuando dove si trova il mercato e dove non si trova, riconoscendo l’incredibile valore della Stazione Spaziale Internazionale e costruendo una transizione che crei un ecosistema commerciale competitivo, anziché imporre un unico risultato che il mercato non può supportare. Nelle nostre missioni scientifiche, stiamo aprendo la superficie lunare a ricercatori e studenti di tutto il Paese e, con lo Space Reactor-1 Freedom, stiamo finalmente portando la propulsione nucleare fuori dai laboratori e nello spazio profondo. E tutto questo è possibile investendo nelle nostre persone, riportando competenze fondamentali all’interno dell’agenzia, collocando i nostri team dove vengono costruite le macchine e creando percorsi concreti per la prossima generazione di leader della NASA”.

Altri progetti scientifici

Accanto a Luna e Marte, la NASA ha rilanciato anche altri progetti scientifici. Ha citato il telescopio Nancy Grace Roman, indicato in partenza già dall’autunno, la missione Dragonfly verso Titano con lancio nel 2028 e arrivo nel 2034, e il trasporto su Marte nel 2028 del rover europeo Rosalind Franklin con un contributo scientifico americano sul fronte dell’analisi delle molecole organiche. In orbita bassa terrestre, infine, l’agenzia ha ribadito il ruolo centrale della Stazione Spaziale Internazionale ma ha indicato una transizione graduale verso stazioni commerciali, con un approccio che prevede inizialmente moduli collegati alla ISS e poi successivamente sganciati per il volo libero, nel tentativo di evitare interruzioni nella presenza umana americana nello spazio.