Brusco ritorno dell’inverno su gran parte della Francia, con fenomeni estremi che hanno provocato disagi e danni. La grandine è stata a tratti intensa, imbiancando strade e paesaggi in diverse località. Le temperature sono crollate fino a 10-12°C in meno rispetto alle medie del periodo: durante i rovesci più intensi, si sono registrati appena +3-5°C. Non sono mancati tuoni e fulmini, segno di una marcata instabilità atmosferica, mentre il vento ha soffiato con raffiche tempestose provocando la caduta di alcuni alberi.
Le più forti sono state misurate sulla sommità della Torre Eiffel con 113 km/h, seguite da 103 km/h a Nangis e 93 km/h a Margny-lès-Compiègne. Raffiche oltre gli 80 km/h sono state segnalate anche a Parigi, Beauvais e in diverse località dell’Île-de-France. Giornate dunque dai tratti quasi invernali, che hanno ricordato come la primavera, specie nelle sue prime settimane, può ancora regalare colpi di scena meteorologici degni di nota.

Anche nel marzo del 1906, la Francia fu sorpresa da un’ondata di freddo tardiva di eccezionale intensità. A partire dal 19 marzo, le temperature crollarono su tutto il Paese e già dal 21 la neve cadde diffusamente, imbiancando anche regioni di solito più miti.
Il culmine dell’episodio si registrò il 26 marzo, quando forti gelate causarono danni ingenti alle coltivazioni, in particolare lungo le coste del Mediterraneo. A Nizza, si toccarono valori estremamente bassi per la stagione, con una minima di –5°C.
L’ondata di freddo, tra le più notevoli mai osservate a fine marzo, si protrasse fino ai primi giorni di aprile 1906, lasciando dietro di sé paesaggi imbiancati e gravi conseguenze per l’agricoltura dell’epoca.