Lo Spazio non è un vuoto lontano, ma una presenza costante che abita stabilmente nella vita quotidiana. È questo il messaggio che Samantha Cristoforetti ha portato al Dama di Bologna, in occasione del festival Tecnopolis. Davanti a un pubblico attento, l’astronauta dell’ESA ha scardinato l’idea di una scienza per pochi eletti, spiegando che “lo Spazio è tante cose” e che, sebbene l’esplorazione profonda appaia remota, i suoi frutti sono già nelle nostre tasche. “Sta registrando con uno smartphone che ha un’app di navigazione“, ha osservato Cristoforetti rivolgendosi alla platea, “quella possibilità esiste grazie ai satelliti“. Lo Spazio, dunque, non è “qualcosa di lontano di cui si occupano gli altri“, ma il motore tecnologico che permette la nostra mobilità e connessione globale.
Il cuore dell’intervento si è poi spostato sul rapporto tra uomo e innovazione, con un focus sull’intelligenza artificiale. Cristoforetti non nega le complessità: l’IA è “dirompente sia nelle opportunità che potenzialmente nella distorsione di modelli economici e sociali consolidati“. Tuttavia, la risposta non può essere la chiusura. “Quello che nessuno può fare è rinunciare a confrontarsi con questa tecnologia“, ha avvertito, sottolineando che l’unico modo per gestire il cambiamento è l’approfondimento. “Bisogna avvicinarsi con curiosità e senza particolari timori“, perché la conoscenza è lo strumento principale per “capire come si possono mitigare eventuali rischi che sicuramente esistono“, “la tecnologia bisogna conoscerla proprio per non averne paura“.
Infine, uno sguardo al futuro oltre l’orbita terrestre. Sebbene il sogno del Pianeta Rosso sia vivo, l’astronauta predica realismo: “Non credo che vedremo esseri umani su Marte nei prossimi 15 anni. Sicuramente dei robot“. La vera frontiera prossima resta la Luna, mentre sulla Terra vedremo nascere sempre più servizi integrati nel “tessuto della nostra vita quotidiana“, rendendo lo Spazio, giorno dopo giorno, un po’ più vicino.
