Una gigantesca nube di plasma proveniente dal Sole è diretta verso la Terra e potrebbe raggiungere il nostro pianeta il 10 marzo. Gli scienziati prevedono però soltanto un “colpo di striscio”, cioè un impatto marginale che potrebbe generare una debole tempesta geomagnetica. L’evento è stato provocato da una espulsione di massa coronale (CME), un fenomeno in cui il Sole espelle nello Spazio enormi quantità di particelle cariche e campi magnetici. In questo caso, l’espulsione è stata innescata il 6 marzo dall’eruzione di un filamento magnetico sulla superficie solare, una struttura di plasma sospesa sopra il Sole e trattenuta da campi magnetici instabili.
Cos’è una CME e perché può influenzare la Terra
Le espulsioni di massa coronale sono tra gli eventi più energetici del Sistema Solare. Durante una CME, il Sole può lanciare nello Spazio miliardi di tonnellate di plasma a velocità di milioni di km/h. Quando una di queste nubi di particelle è diretta verso la Terra, può interagire con la magnetosfera, la “bolla” magnetica che protegge il nostro pianeta dal vento solare. Questa interazione può generare tempeste geomagnetiche, cioè disturbi temporanei del campo magnetico terrestre.
Nel caso dell’evento previsto per il 10 marzo, l’impatto sarebbe tangenziale: la nube solare dovrebbe solo sfiorare la Terra, riducendo molto gli effetti possibili.
Possibile tempesta geomagnetica di classe G1
Le previsioni indicano la possibilità di una tempesta geomagnetica di classe G1, il livello più basso nella scala utilizzata per descrivere questi fenomeni.
Gli effetti attesi sono generalmente limitati:
- lievi fluttuazioni nelle reti elettriche alle alte latitudini;
- piccoli disturbi nei satelliti;
- possibili aurore polari leggermente più intense del normale.
