Il 14 marzo, giorno celebrato in tutto il mondo come Pi Day, il cielo ha regalato uno spettacolo straordinario. Una tempesta geomagnetica si è sviluppata quando il vento solare vicino alla Terra ha superato i 700 km/s (circa 1,6 milioni di miglia all’ora), spingendo enormi quantità di particelle energetiche verso la magnetosfera terrestre. Questo flusso intenso di particelle ha alimentato aurore particolarmente luminose, visibili in molte regioni del Nord America e fotografate da numerosi osservatori e fotografi del cielo. Il fotografo Todd Salat ha celebrato l’evento sulle rive del Knik River in Alaska, immortalando il momento con un originale selfie chiamato”pi in the face”.
Secondo Salat, lo spettacolo è durato più notti consecutive: “per le ultime due notti ho osservato le aurore disegnare pattern di luce nel cielo. Alla vigilia del Pi Day (3•13) mi sono tenuto al caldo scrivendo π con la luce. Poi oggi, nel giorno del Pi Greco (3•14), lo spettacolo delle aurore è impazzito!”. Le immagini mostrano tende di luce verde e viola che si muovono rapidamente nel cielo artico, creando strutture ondulate e archi luminosi tipici delle tempeste geomagnetiche. E’ quanto riporta spaceweather.com.
Aurore visibili molto più a sud del solito
Lo spettacolo non è rimasto confinato alle regioni polari. Negli Stati Uniti, le aurore sono state fotografate fino alle West Elk Mountains in Colorado, una latitudine insolitamente meridionale per un evento di questa intensità. La cosa sorprendente è che la tempesta geomagnetica era classificata solo come moderata (livello G1–G2). Nonostante ciò, la configurazione dello spazio vicino alla Terra ha favorito una diffusione molto ampia delle aurore.
Perché marzo è la stagione delle aurore
Curiosamente, il pi greco potrebbe avere un collegamento indiretto con questo fenomeno. La costante matematica compare infatti nelle equazioni di un celebre studio del 1973 di Russell e McPherron, che descrive perché le settimane attorno agli equinozi sono particolarmente favorevoli alle aurore.
In questo periodo dell’anno, l’orientamento del campo magnetico terrestre facilita la connessione con il campo magnetico del Sole. Quando questa connessione avviene, si crea una sorta di “autostrada magnetica” che permette al vento solare di entrare più facilmente nella magnetosfera. Il risultato sono aurore primaverili più frequenti e spettacolari, proprio come quelle che hanno illuminato il cielo nel giorno del Pi Day.
