Una mattinata di apprensione per gli abitanti tra le province di Massa-Carrara e La Spezia. Alle ore 08:13, la Rete Sismica Nazionale INGV ha registrato un terremoto magnitudo ML 4.0. Secondo quanto riportato in un approfondimento dagli esperti dell’Istituto di Geofisica e Vulcanologia sul blog INGVterremoti, l’epicentro è stato individuato a circa 3 km a Nord/Est di Fosdinovo (MS) e a circa 6 km da Castelnuovo Magra (SP), con ipocentro localizzato a una profondità di circa 11 km.
Una memoria storica scritta nella roccia
Il terremoto di oggi in Toscana non è un evento isolato, ma si inserisce in un contesto geologico ben noto. Come sottolineato nell’approfondimento dell’INGV, l’area è classificata ad alta pericolosità sismica dalla mappa nazionale MPS04, una valutazione che trova conferma in un passato segnato da eventi ben più energetici. Se guardiamo alla storia sismica della Lunigiana e della Garfagnana, raccolta nel Catalogo Parametrico dei Terremoti Italiani (CPTI15), emerge chiaramente come il territorio sia abituato a confrontarsi con la forza dell’Appennino. Il “gigante” della regione resta il catastrofico terremoto del 7 settembre 1920: con una magnitudo Mw 6.5, fu uno degli eventi più distruttivi dell’intero Appennino settentrionale, devastando l’Alta Garfagnana e la Lunigiana e coinvolgendo un’area vastissima tra Lucca, Massa-Carrara, l’Emilia e la Liguria orientale. Tuttavia, il catalogo storico riporta anche altre scosse di rilievo che hanno segnato i secoli precedenti, come quella del gennaio 1767 (magnitudo stimata 5.3) o il forte evento dell’aprile 1887, che raggiunse una magnitudo di 5.9.
Dalle sequenze recenti al risentimento di oggi
Negli ultimi decenni, la tecnologia ha permesso di monitorare con estrema precisione questa frequente attività. Gli esperti di INGVterremoti ricordano come l’area di Fosdinovo sia stata colpita in tempi relativamente recenti: il 10 ottobre 1995, un terremoto di magnitudo Md 5.0 ebbe un epicentro quasi sovrapponibile a quello odierno. Più di recente, nel giugno 2013, la zona è stata teatro di una sequenza sismica molto intensa, culminata con la scossa del 21 giugno di magnitudo Mw 5.1.
Per quanto riguarda l’evento di questa mattina, lo scuotimento è un dato importante. Le analisi macrosismiche, basate sui questionari dei cittadini, indicano risentimenti che hanno raggiunto il V grado della scala MCS (Mercalli-Cancani-Sieberg) nelle province di Massa Carrara e La Spezia, con segnalazioni giunte anche dalle province limitrofe di Lucca e Pisa. Nonostante la paura, i dati delle “ShakeMap” confermano livelli di scuotimento che, pur essendo distintamente percepibili, rientrano nella norma per un evento di questa entità in una zona così attiva.
