Torna la “medusa spaziale”, spettacolo all’alba | FOTO

Il razzo Falcon 9 ha portato in orbita 29 satelliti Starlink prima dell’alba, creando un raro spettacolo luminoso visibile a centinaia di chilometri di distanza
Credit SpaceX
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Un lancio spaziale può trasformarsi in uno spettacolo sorprendente. È quanto accaduto all’alba del 4 marzo, quando un razzo Falcon 9 di SpaceX ha generato nei cieli della Florida una spettacolare “medusa spaziale“, una gigantesca nube luminosa che ha illuminato l’orizzonte poco prima del sorgere del Sole. Il fenomeno è stato visibile subito dopo il decollo avvenuto alle 05:52 del mattino (ora della costa Est degli Stati Uniti) dal Cape Canaveral Space Force Station. Il razzo trasportava 29 nuovi satelliti del sistema Starlink destinati all’orbita terrestre bassa, ampliando ulteriormente la gigantesca costellazione che fornisce connessione internet satellitare in tutto il mondo.

Il lancio che ha creato la “medusa spaziale”

Il decollo è avvenuto circa un’ora prima dell’alba locale. Questa particolare condizione di luce è fondamentale per spiegare l’effetto visivo osservato da molti testimoni. Quando il razzo sale ad alta quota, i gas di scarico del secondo stadio – composti soprattutto da vapore acqueo e anidride carbonica – si espandono nell’atmosfera rarefatta. In quel momento il Sole, pur non essendo ancora visibile da terra, illumina già le quote più alte dell’atmosfera.

Il risultato è una nube luminosa gigantesca, dalla forma bulbosa e semi-trasparente, con lunghi filamenti che ricordano i tentacoli di una medusa. Da qui il nome informale di “space jellyfish”, o medusa spaziale.

Il ruolo del razzo Falcon 9 e della missione Starlink

Il protagonista tecnico del lancio è stato il razzo riutilizzabile Falcon 9, uno dei vettori più utilizzati al mondo. In questa missione ha portato in orbita 29 satelliti Starlink appartenenti al gruppo 10-40.

Il primo stadio del razzo, identificato come Booster 1080, ha completato il suo 25º volo prima di rientrare sulla Terra. Dopo la separazione dal secondo stadio, il booster è atterrato con successo sulla nave drone autonoma “A Shortfall of Gravitas” posizionata nell’Oceano Atlantico al largo della Florida. Questo atterraggio ha rappresentato il 580º recupero riuscito nella storia di SpaceX.

La megacostellazione Starlink si avvicina a 10mila satelliti

I 29 nuovi satelliti si aggiungono alla costellazione di Starlink, che conta ormai migliaia di unità operative. L’obiettivo del progetto è creare una rete globale di satelliti in orbita terrestre bassa capace di fornire connessione internet ad alta velocità anche nelle regioni più remote del pianeta. Con i lanci più recenti, la costellazione si sta rapidamente avvicinando alla soglia dei 10mila satelliti in orbita.

Nel 2026, la maggior parte delle missioni di SpaceX è stata dedicata proprio a questo progetto: 23 dei 28 lanci effettuati finora quest’anno hanno avuto come scopo l’espansione della rete Starlink.

Perché le “meduse spaziali” compaiono spesso all’alba o al tramonto

Il fenomeno osservato nei cieli della Florida non è unico, ma si verifica con una certa regolarità durante i lanci all’alba o al tramonto. La combinazione di cielo ancora buio vicino al suolo e luce solare che illumina le alte quote dell’atmosfera crea le condizioni perfette per rendere visibili le scie di scarico del razzo. Queste nubi si espandono rapidamente nel vuoto quasi totale delle alte quote, assumendo forme spettacolari che possono essere osservate anche a centinaia di chilometri dal punto di lancio.

Per gli appassionati di Spazio e per i fotografi, le “meduse spaziali” sono ormai uno degli spettacoli più affascinanti dell’era dei razzi riutilizzabili.