Valanghe, inverno nero per l’Italia: 37 vittime sulle Alpi

Sci alpinisti ed escursionisti i più colpiti: è il dato peggiore degli ultimi 6 anni in Europa

Si chiude con un bilancio drammatico la stagione invernale 2025/2026 sulle montagne italiane: sono 37 le persone morte a causa di valanghe, il numero più alto registrato in Europa negli ultimi sei anni. A certificarlo sono i dati diffusi dall’European Avalanche Warning Services. L’Italia si distingue negativamente anche nel confronto con gli altri Paesi europei, registrando un numero di vittime superiore rispetto a nazioni storicamente esposte al rischio valanghe. Nello stesso periodo, infatti, in Francia si contano 31 morti, in Austria 29, in Svizzera 16 e in Spagna 8. Complessivamente, gli incidenti segnalati in Europa sono stati oltre 130.

A incidere sul bilancio italiano sono stati soprattutto gli incidenti che hanno coinvolto scialpinisti ed escursionisti. L’ultimo aggiornamento è arrivato dopo la tragedia avvenuta sabato in Val Ridanna, dove una slavina ha travolto 4 persone. Due scialpinisti altoatesini sono stati recuperati senza vita, mentre una giovane donna bresciana di 26 anni è morta successivamente in ospedale. La quarta vittima, una cittadina austriaca, è stata ritrovata dopo 2 giorni di ricerche in Valle Aurina.

La stagione era iniziata tragicamente già il 1° novembre 2025 con un incidente sulla Cima Vertana, il più grave dell’anno: una valanga causò la morte di cinque persone. Il confronto con la stagione precedente evidenzia un netto peggioramento. Nel 2024/2025, infatti, il triste primato europeo apparteneva alla Francia con 21 vittime, seguita da Svizzera (20) e Italia (11). Numeri che rendono ancora più evidente l’anomalia e la gravità dell’inverno appena concluso per le montagne italiane.

La combinazione di condizioni meteorologiche instabili, manto nevoso fragile e maggiore frequentazione delle aree alpine ha contribuito all’aumento degli incidenti, rilanciando l’allarme sulla sicurezza in montagna e sull’importanza della prevenzione.