Il bollettino valanghe dell’Euregio Tirolo-Alto Adige-Trentino chiude la stagione invernale 2025/26 con numeri record sul fronte della comunicazione, ma anche con un bilancio particolarmente pesante in termini di incidenti in montagna. Il servizio informativo, punto di riferimento per sci alpinisti e appassionati di fuoripista in Tirolo, Alto Adige e Trentino, è stato consultato circa 9,1 milioni di volte in 156 giorni di pubblicazione, superando nettamente i 5,7 milioni della stagione precedente. Un dato che conferma la crescente importanza delle previsioni nivologiche nella prevenzione del rischio.
Sabato 2 maggio alle ore 17 verrà pubblicato l’ultimo bollettino della stagione, valido per il 3 maggio, ma l’attività informativa non si interromperà completamente: in caso di situazioni critiche fuori stagione, gli aggiornamenti saranno diffusi tramite il blog ufficiale.
Inverno instabile e condizioni critiche prolungate
Secondo gli esperti dell’Euregio, l’inverno è stato segnato da una dinamica particolarmente insidiosa. Le scarse nevicate iniziali hanno favorito la formazione di un manto nevoso debole, con la presenza di strati fragili persistenti fino a metà gennaio. Successivamente, le nevicate tra metà gennaio e fine febbraio hanno innescato una lunga fase di forte instabilità. In questo periodo sono stati frequenti i segnali di pericolo: valanghe spontanee e provocate, rumori di assestamento e distacchi a distanza. Un quadro confermato anche dai livelli di allerta: per 10 giorni consecutivi, tra il 16 e il 25 febbraio 2026, è stato emesso il grado 4 (pericolo forte), mentre il grado 3 (pericolo marcato) è rimasto attivo per 32 giorni consecutivi.
Incidenti in aumento e bilancio tragico
Il lato più drammatico della stagione riguarda però gli incidenti: sono state registrate 62 valanghe con 40 vittime e 34 feriti, numeri superiori alla media degli ultimi anni.
Nel dettaglio:
- Tirolo: 36 valanghe, 18 vittime, 27 feriti
- Alto Adige: 17 valanghe, 16 vittime, 5 feriti
- Trentino: 9 valanghe, 6 vittime, 2 feriti
Circa il 90% delle vittime erano uomini. Particolarmente significativo anche l’aumento delle valanghe provocate da persone, oltre 500 contro le 200 della stagione precedente. Il bilancio finale evidenzia un dato chiaro: la crescente consultazione del bollettino riflette una maggiore consapevolezza del rischio, ma anche la persistenza di condizioni nivologiche sempre più complesse da prevedere.
