Un luogo che per decenni ha rappresentato la produzione industriale di ordigni bellici si trasforma oggi in un simbolo di rinascita naturale e speranza collettiva. A Spilamberto, in provincia di Modena, l’area che un tempo ospitava lo stabilimento SIPE è al centro di un profondo processo di metamorfosi ecologica. Grazie a un ampio progetto di forestazione, questo sito industriale viene restituito alla comunità sotto forma di bosco urbano, segnando il passaggio definitivo da spazio segnato dal passato bellico a nuovo ambiente naturale aperto al territorio. L’iniziativa vede la partecipazione attiva di TECNE, società di ingegneria del Gruppo ASPI, che opera in stretta collaborazione con Rete Clima, ente tecnico specializzato nel supporto alle aziende per i percorsi ESG, la decarbonizzazione e i progetti basati sulle Nature Based Solutions.
Rigenerazione ambientale e tutela della biodiversità nel modenese
L’intervento avviato nell’area Ex-Sipe non è solo un’operazione di piantumazione, ma l’inizio di un piano di rigenerazione ambientale strutturato per la tutela della biodiversità e la valorizzazione del paesaggio. L’area complessiva, che si estende per circa 15 ettari messi a disposizione dall’amministrazione comunale, sarà progressivamente interessata dalla messa a dimora di alberi e arbusti. In questo contesto, TECNE contribuisce direttamente alla riqualificazione di quasi un ettaro di superficie attraverso la piantagione di 150 esemplari tra alberi e arbusti. Questa attività mira a generare benefici ecologici e sociali tangibili, trasformando una ferita industriale in una risorsa preziosa per il benessere dei cittadini e la salute dell’ecosistema locale.
Un nuovo bosco urbano per la comunità di Spilamberto
La scelta delle essenze per il nuovo bosco urbano non è stata casuale, ma dettata dalla volontà di ripristinare gli equilibri naturali autoctoni. Le specie selezionate includono querce, ontani, cornioli, pioppi e gelsi, tutte appartenenti alla flora locale. Queste piante andranno a sostituire gradualmente la vegetazione spontanea infestante che aveva occupato il sito negli anni di abbandono. Il progetto prevede un sesto d’impianto mirato, studiato appositamente per permettere all’area di evolvere nel tempo in un vero e proprio parco pubblico. L’intervento si inserisce nella Campagna nazionale Foresta Italia® e rappresenta uno degli impegni più significativi di Rete Clima sul territorio nazionale, trovando in TECNE un partner operativo fondamentale per la realizzazione di questi nuovi spazi verdi.
Il piano di forestazione nazionale del Gruppo Autostrade per l’Italia
L’impegno profuso a Spilamberto fa parte di una strategia molto più ampia che coinvolge l’intera rete infrastrutturale nazionale. Nel corso del biennio 2024-2025, il Gruppo Autostrade per l’Italia ha realizzato interventi di sistemazione del verde e messa a dimora di nuove alberature per un totale di 30 ettari. Guardando al bilancio complessivo dall’inizio del progetto, nato due anni fa, entro la fine dell’anno si raggiungeranno i 632 mila metri quadrati di superficie riforestata, equivalenti a circa 63 ettari distribuiti in cinque regioni chiave: Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana e Lazio. Queste attività si concentrano principalmente nelle zone adiacenti alle carreggiate, agli svincoli e negli spazi infrastrutturali che necessitano di una riqualificazione paesaggistica e del rafforzamento delle fasce verdi esistenti.
Impatto territoriale e visione per una mobilità sostenibile
Analizzando nel dettaglio la distribuzione geografica di questi interventi, l’Emilia-Romagna guida la classifica con circa 22 ettari coinvolti dalle attività di forestazione, seguita dal Piemonte con oltre 21 ettari, dalla Lombardia con quasi 14 ettari, dalla Toscana con circa 3,8 ettari e infine dal Lazio con 1,7 ettari. Le piantagioni privilegiano specie autoctone coerenti con l’ecologia dei territori, come la farnia (Quercus robur) e il carpino bianco (Carpinus betulus), selezionate per garantire la stabilità ecologica delle aree riqualificate. Questo percorso di sostenibilità intrapreso dal Gruppo Autostrade per l’Italia integra la gestione delle infrastrutture con la tutela del patrimonio naturale, promuovendo un modello di mobilità resiliente e attento agli equilibri dell’ambiente e dei territori attraversati.
