La terra torna a tremare con intensità nel cuore del Giappone centrale: la prefettura di Nagano è stata colpita da una sequenza sismica ravvicinata. Due scosse significative, registrate alle 06:20 e alle 07:54 ora italiana, hanno avuto come epicentro la zona a Nord della città di Ōmachi, con una magnitudo, in entrambi i casi di 4.9 (dati USGS) e una profondità ipocentrale superficiale di circa 10 km. Le prime rilevazioni non indicano danni strutturali gravi a edifici o infrastrutture critiche, né si segnalano al momento vittime o feriti. La circolazione dei treni ad alta velocità è stata temporaneamente sospesa per precauzione, mentre negli edifici pubblici e in alcuni hotel si sono verificati blocchi degli ascensori, risolti prontamente dalle squadre di emergenza che continuano a monitorare la situazione nelle aree montane circostanti, pronte a intervenire in caso di possibili repliche nelle ore successive.
La complessa geologia delle Alpi Giapponesi
Il terremoto in Giappone avvenuto oggi si è verificato in un’area che gli esperti definiscono come un vero e proprio “nodo” geologico. La città di Ōmachi sorge lungo la Linea Tettonica Itoigawa-Shizuoka, una delle faglie più importanti e attive del Giappone. Questa frattura taglia l’isola di Honshu da Nord a Sud e segna il confine geologico tra la placca Eurasiatica (o meglio, la placca dell’Amur) e la placca Nordamericana (o placca di Okhotsk). In questa specifica regione, la crosta terrestre è sottoposta a enormi pressioni di compressione dovute al movimento convergente delle placche. La zona è caratterizzata da un sistema di faglie inverse, dove i blocchi di roccia vengono spinti l’uno sopra l’altro. Quando l’energia accumulata supera la resistenza delle rocce lungo la faglia, avviene la rottura che genera le onde sismiche.
Un passato segnato da eventi significativi
La sismicità storica della prefettura di Nagano è documentata e frequente, rendendo la zona un laboratorio a cielo aperto per i sismologi di tutto il mondo. Uno degli eventi più rilevanti avvenuti nelle vicinanze di Ōmachi risale al 1918, quando una serie di forti scosse (con magnitudo stimata tra 6.1 e 6.5) causò danni considerevoli alle abitazioni tradizionali e numerosi smottamenti nelle aree collinari. Più recentemente, nel novembre 2014, un terremoto magnitudo 6.7 ha colpito la parte settentrionale di Nagano, distruggendo diverse case nel villaggio di Hakuba, situato poco a Nord di Ōmachi. Questi eventi confermano che la regione è soggetta a terremoti crostali superficiali che, sebbene non raggiungano le magnitudo catastrofiche dei sismi sottomarini (come quello del Tohoku del 2011), possono causare forti accelerazioni del suolo proprio per la vicinanza dell’epicentro ai centri abitati. La preparazione antisismica del Giappone rimane, fortunatamente, il baluardo principale che minimizza le conseguenze di queste inevitabili manifestazioni della natura.

