L’Egitto lancia una gara d’appalto internazionale per la prospezione petrolifera nel Deserto Occidentale. Lo ha detto un funzionario governativo al media Asharq, precisando che è prevista una prima fase di prospezione sismica che coprirà oltre 50.000 chilometri quadrati. Il Cairo non si farà carico dei costi delle prospezioni sismiche, che saranno a carico delle società interessate all’esplorazione di petrolio e gas. Secondo il funzionario, le regioni occidentali, vicino al confine con la Libia, presentano promettenti riserve petrolifere. Compagnie internazionali, tra cui la statunitense Apache e l’italiana Eni, sono già attive nell’area. Il Deserto Occidentale è un pilastro fondamentale del settore energetico egiziano, contribuendo per oltre il 60% alla produzione totale di petrolio greggio e per circa il 18% alla produzione di gas naturale.
I dettagli sull’iniziativa
Questa iniziativa si inserisce nel contesto degli sforzi intensificati dall’Egitto per aumentare la produzione interna di gas naturale e accelerare le operazioni di perforazione al fine di colmare il divario tra l’offerta locale e la crescente domanda. L’Egitto punta a tornare ad essere un esportatore netto di gas naturale entro il 2027, dopo essere diventato recentemente un importatore. Si prefigge inoltre di aumentare la produzione a circa 6,6 miliardi di piedi cubi (corrispondente a circa 186,9 milioni di metri cubi) al giorno entro il 2030, con un incremento del 58% rispetto ai livelli attuali, secondo quanto dichiarato nei giorni scorsi dal Ministro del petrolio.
