Due vasti incendi boschivi continuano a divampare senza controllo nella prefettura nordorientale di Iwate, in Giappone, minacciando direttamente il centro abitato della cittadina di Otsuchi. Le autorità hanno disposto l’evacuazione per oltre 2.500 residenti, pari a circa un quarto della popolazione locale. Il primo rogo è divampato mercoledì poco prima delle 14 in una zona montuosa a circa 8 km a Nord/Ovest della città. Un secondo incendio si è sviluppato circa 2 ore e mezza dopo, a una distanza di circa 10 km verso Sud/Est. Le operazioni di contenimento sono state immediatamente avviate, con squadre di vigili del fuoco impegnate via terra e elicotteri in azione dall’alto per il lancio d’acqua.
Secondo le ultime stime, aggiornate alla serata di giovedì ora locale, le fiamme hanno già devastato almeno 431 ettari di terreno. Sette edifici, tra cui un’abitazione, sono stati distrutti, mentre tutti i residenti delle aree colpite sono riusciti a mettersi in salvo. La situazione sul campo è resa ancora più critica dalla scarsità d’acqua: le riserve di idranti e cisterne locali si sono esaurite, costringendo i soccorritori a utilizzare attrezzi agricoli, come zappe, per cercare di contenere le fiamme. L’avanzata del fuoco verso il centro urbano ha spinto le autorità ad ampliare le zone soggette a evacuazione. Alle prime ore di venerdì ora locale, almeno 329 persone risultavano ospitate nei centri di accoglienza.
A preoccupare ulteriormente è il rischio di propagazione rapida. Secondo l’esperto di incendi boschivi Touge Yoshiya, docente associato dell’Università di Chiba, le fiamme sembrano aver raggiunto anche le chiome degli alberi. In queste condizioni, le scintille possono essere trasportate dal vento su lunghe distanze, favorendo nuovi focolai e rendendo gli incendi ancora più difficili da controllare. I vigili del fuoco hanno lavorato senza sosta durante tutta la notte per proteggere le abitazioni minacciate. Le operazioni aeree con elicotteri sono riprese all’alba di venerdì, nel tentativo di contenere un’emergenza che resta ancora lontana dall’essere risolta.
