Il ciclone Vaianu ha effettuato il suo violento passaggio sulla costa dell’Isola del Nord della Nuova Zelanda, portando con sé una scia di distruzione che ha messo in ginocchio diverse comunità locali. Il sistema meteorologico ha toccato terra nei pressi della penisola di Maketu, scatenando venti distruttivi che hanno superato i 130 km/h e provocando onde alte oltre 6 metri lungo i litorali più esposti. Le autorità neozelandesi hanno risposto prontamente dichiarando lo stato di emergenza in diverse regioni e diramando allerta di livello rosso per il vento, una misura riservata esclusivamente agli eventi meteorologici di estrema gravità. MetService ha descritto Vaianu come un sistema potenzialmente letale, capace di innescare inondazioni repentine e blackout elettrici che hanno già interessato migliaia di utenze domestiche. Mentre il centro della tempesta si sposta verso Est, le squadre di soccorso continuano a lavorare incessantemente per mettere in sicurezza i cittadini e monitorare l’innalzamento del livello del mare, temendo pesanti mareggiate che potrebbero colpire le zone costiere più basse nelle prossime ore.
Emergenza evacuazioni e danni strutturali
Il distretto costiero di Whakatane risulta al momento tra le aree più colpite dal passaggio di Vaianu. Le autorità locali hanno confermato danni significativi alle infrastrutture e hanno ordinato l’evacuazione obbligatoria per i residenti di 270 proprietà. Per gestire l’emergenza e supportare la popolazione nelle operazioni di sgombero, sono stati schierati i membri della Forza di Difesa della Nuova Zelanda insieme a mezzi pesanti per il movimento terra.
Sul fronte energetico, la furia degli elementi ha causato l’interruzione della corrente elettrica per circa 5mila abitazioni; sebbene i tecnici siano riusciti a ripristinare il servizio per 2mila utenze, molte aree rimangono ancora isolate. I dati pluviometrici registrati dal MetService confermano l’eccezionalità dell’evento, con accumuli di pioggia superiori ai 100 mm in sole 24 ore nella città di Whangarei, mentre le raffiche di vento hanno toccato 130 km/h in diverse zone interne e costiere.
Trasporti paralizzati e previsioni per le prossime ore
Il settore dei trasporti ha subito pesanti ripercussioni a causa delle condizioni meteo proibitive. Air New Zealand ha annunciato la cancellazione di oltre 90 voli operati da velivoli turboelica, principalmente negli aeroporti regionali dell’Isola del Nord. Sebbene i voli internazionali e i jet domestici continuino a operare, si registrano numerosi ritardi dovuti alla scarsa visibilità e alle forti turbolenze. Il Ministro per la gestione delle emergenze, Mark Mitchell, ha dichiarato che la traiettoria attuale del ciclone sembra fortunatamente risparmiare Auckland, la città più popolosa del Paese, dai danni più gravi. Tuttavia, Mitchell ha avvertito che il picco critico è atteso nelle prossime ore, quando la combinazione dell’alta marea con le imponenti onde generate dalla tempesta potrebbe causare gravi inondazioni costiere. Il sistema dovrebbe perdere intensità ed uscire dal territorio nazionale entro la serata di domenica ora locale, dirigendosi verso Hawke’s Bay, ma l’allerta resta massima per evitare che si ripetano le tragedie legate al ciclone Gabrielle del 2023.
