La Repubblica di Lettonia ha firmato gli Accordi di Artemis oggi, lunedì 20 aprile, durante una cerimonia ospitata dalla NASA presso la sede centrale dell’agenzia a Washington, diventando la 62esima nazione a impegnarsi per un’esplorazione spaziale responsabile a beneficio di tutta l’umanità. “Siamo orgogliosi di dare il benvenuto alla Lettonia negli Accordi di Artemis“, ha dichiarato l’amministratore della NASA, Jared Isaacman. “Ogni nuovo firmatario rafforza una coalizione impegnata nell’esplorazione spaziale trasparente e pacifica. Gli accordi sono il fondamento per missioni concrete e una reale cooperazione sulla superficie lunare, e l’impegno della Lettonia rafforza la nostra visione condivisa per questa prossima grande era dell’esplorazione“.
Il Ministro dell’Istruzione e della Scienza della Lettonia, Dace Melbārde, ha firmato a nome del Paese. Hanno partecipato all’evento anche l’incaricato d’affari ad interim presso l’Ambasciata della Repubblica di Lettonia negli Stati Uniti, Jānis Beķeris, e il Sottosegretario di Stato americano per gli Affari Economici, Jacob Helberg.
Le parole di Melbārde
“Oggi, la Lettonia condivide una visione comune per l’umanità oltre la Terra, fondata sulla cooperazione internazionale e sull’esplorazione pacifica, trasparente e responsabile dello spazio extra-atmosferico”, ha dichiarato Melbārde. “Aderendo agli Accordi di Artemis, ci impegniamo concretamente a rispettare questi principi. La Lettonia contribuisce già all’ecosistema spaziale globale attraverso la sua industria e la sua ricerca, e non vediamo l’ora di approfondire la cooperazione con gli Stati Uniti e la NASA, contribuendo alle future attività spaziali nell’ambito del programma Artemis. La partecipazione agli Accordi di Artemis rappresenta anche un investimento nello sviluppo dei nostri studenti, ricercatori e innovatori”.
La NASA verso la Luna
Il mese scorso, la NASA ha annunciato l’intenzione di tornare sulla Luna in modo regolare ed economico, stabilendo una presenza duratura e costruendo una base lunare permanente. Oltre 40 Paesi firmatari degli Accordi di Artemis, provenienti da sei continenti, hanno inviato rappresentanti a Washington per l’evento, annunciando nuove opportunità per l’esplorazione e la ricerca scientifica. Il gruppo rappresentava oltre due terzi degli attuali firmatari degli Accordi di Artemis.
Gli Accordi di Artemis
Nel 2020, durante la prima amministrazione Trump, gli Stati Uniti, guidati dalla NASA e dal Dipartimento di Stato, si sono uniti ad altri sette Paesi fondatori per istituire gli Accordi di Artemis, in risposta al crescente interesse per le attività lunari da parte di governi e aziende private. Gli accordi hanno introdotto la prima serie di principi pratici volti a migliorare la sicurezza e il coordinamento tra nazioni che condividono gli stessi obiettivi nell’esplorazione della Luna, di Marte e oltre.
“Firmare gli Accordi di Artemis significa impegnarsi a esplorare in modo pacifico e trasparente, a fornire aiuto a chi ne ha bisogno, a consentire l’accesso a dati scientifici da cui tutta l’umanità possa trarre beneficio, a garantire che le attività non interferiscano con quelle altrui e a preservare siti e manufatti di importanza storica sviluppando le migliori pratiche per l’esplorazione spaziale a beneficio di tutti”, spiega la NASA in una nota.
L’agenzia spaziale americana prevede che altri Paesi firmeranno gli Accordi di Artemis nei prossimi mesi e anni, mentre continua il suo lavoro per “costruire un futuro sicuro, pacifico e prospero nello spazio”.
