La Slovacchia ha ufficialmente avviato un procedimento legale contro il divieto di importare gas russo previsto dall’Unione Europea, portando il caso alla Corte di Giustizia dell’UE a Lussemburgo. La decisione fa seguito all’adozione del regolamento Repower Eu da parte dell’UE, che stabilisce un piano di eliminazione graduale delle importazioni di gas naturale russo entro il 2027. La Slovacchia, insieme all’Ungheria, è uno dei Paesi dell’Unione più dipendenti dalle forniture energetiche provenienti dalla Russia, e il regolamento potrebbe mettere a rischio l’approvvigionamento del Paese, con gravi ripercussioni economiche.
La preoccupazione della Slovacchia per il regolamento Repower EU
Il ricorso della Slovacchia è stato presentato il 24 aprile 2026. Il portavoce del Ministero della Giustizia slovacco, Barbara Skulova, ha confermato al Kyiv Independent che la Slovacchia ha avviato ufficialmente il procedimento legale. La causa verte sul regolamento Repower Eu, che mira a ridurre la dipendenza dell’Unione Europea dai combustibili fossili russi, tra cui il gas naturale. La Slovacchia è preoccupata per le modalità con cui è stato adottato il regolamento, sostenendo che si tratti di una misura sanzionatoria che dovrebbe essere presa solo all’unanimità tra gli Stati membri dell’UE.
Secondo quanto dichiarato dal primo ministro slovacco, Robert Fico, il 17 aprile scorso, “siamo preoccupati per le modalità di adozione di questo regolamento”, aggiungendo che “siamo convinti che nel caso specifico si tratti di un regime sanzionatorio, di una misura sanzionatoria”. Fico ha sottolineato la necessità di una decisione presa all’unanimità, in quanto la misura impatta profondamente sul settore energetico e sull’economia del Paese. La Slovacchia, infatti, ha un contratto con la compagnia russa Gazprom per l’importazione di gas che scadrà solo nel 2034. Questo rende particolarmente difficile per il Paese adeguarsi ai tempi imposti dall’UE.
Le implicazioni economiche del regolamento per la Slovacchia
L’adozione del regolamento Repower Eu comporta, infatti, rischi economici notevoli per la Slovacchia, che potrebbe trovarsi a dover rispettare il divieto di importazione di gas russo, pur avendo ancora contratti in corso con Gazprom. Se la Slovacchia non dovesse riuscire a trovare fonti alternative di approvvigionamento, rischia di dover pagare comunque per il gas russo, senza riceverlo. Questo potrebbe significare un enorme danno economico per il Paese, che sarebbe costretto a pagare per una risorsa che non potrebbe più utilizzare.
La Slovacchia, infatti, dipende fortemente dalla Russia per il suo approvvigionamento energetico. Nel 2025, circa l’86% del petrolio importato dalla Slovacchia proveniva dalla Russia. Il Paese è uno dei più vulnerabili dell’UE in termini di approvvigionamento energetico e potrebbe trovarsi in gravi difficoltà se il divieto di importare gas russo dovesse essere attuato senza considerare le specifiche necessità e contratti di Paesi come la Slovacchia e l’Ungheria.
Il contesto politico e legale della causa
La causa legale della Slovacchia arriva in un momento politicamente delicato per l’Unione Europea. La Commissione Europea ha adottato il regolamento Repower Eu a gennaio, con l’obiettivo di accelerare la transizione energetica e ridurre la dipendenza dai combustibili fossili russi. Tuttavia, la modalità con cui è stato adottato il regolamento è stata criticata da alcuni Stati membri, tra cui la Slovacchia, che ritengono che decisioni di questa portata dovrebbero essere prese all’unanimità. La Slovacchia teme che il regolamento possa alterare l’equilibrio delle competenze all’interno dell’UE, indebolendo la posizione degli Stati membri nel processo decisionale su temi cruciali per la loro economia e sicurezza energetica.
Skulova, il portavoce del Ministero della Giustizia, ha aggiunto che “una procedura simile può alterare l’equilibrio delle competenze all’interno dell’Unione Europea e indebolire la posizione degli Stati membri nel processo decisionale su questioni fondamentali”. La Slovacchia, infatti, sostiene che una decisione così impattante dovrebbe essere presa con il consenso di tutti i Paesi membri, piuttosto che imporla unilateralmente dalla Commissione Europea.
La posizione dell’Ungheria e gli sviluppi futuri
Il governo ungherese aveva già avviato un ricorso simile contro il divieto di importazione di gas russo, ma non è chiaro come evolverà la situazione ora che il Paese è sotto un nuovo esecutivo guidato da Peter Magyar. Nonostante le differenze politiche tra i due Paesi, Slovacchia e Ungheria condividono una forte dipendenza dalle risorse energetiche russe e potrebbero continuare a fare fronte comune nella loro opposizione al regolamento.
L’UE, nel frattempo, dovrà affrontare la sfida di bilanciare le esigenze di sicurezza energetica dei Paesi membri con la necessità di ridurre la dipendenza da Mosca, dopo l’invasione dell’Ucraina. Le decisioni politiche e legali in merito a questi regolamenti potrebbero avere ripercussioni significative su come l’Europa gestirà la sua politica energetica nei prossimi anni.
La causa legale avviata dalla Slovacchia alla Corte di Giustizia dell’UE rappresenta una sfida importante per la politica energetica dell’Unione. La Slovacchia, insieme all’Ungheria, rimane uno dei Paesi più vulnerabili alla politica europea di distacco dal gas russo, e le sue preoccupazioni legate alla modalità di adozione del regolamento Repower Eu evidenziano le difficoltà che i singoli Stati membri possono incontrare nell’adeguarsi a decisioni prese a livello comunitario. Sarà interessante seguire l’evoluzione della causa legale e vedere come l’Unione Europea risponderà alle preoccupazioni sollevate dalla Slovacchia e da altri Paesi con simili problematiche.
