L’ondata di maltempo che ha investito il versante adriatico centrale sta finalmente allentando la sua morsa, permettendo un primo bilancio dopo il passaggio del Ciclone Erminio. La tempesta, che ha colpito con inaudita violenza Abruzzo e Molise, ha rappresentato un evento meteorologico di eccezionale portata sia per l’intensità delle precipitazioni che per la durata della loro insistenza sui bacini idrografici. Mentre le comunità locali iniziano a ripulire le strade dal fango, la Protezione Civile mantiene alta la sorveglianza sulle dighe, messe a prova da volumi d’acqua che solitamente si registrano nell’arco di un semestre. La transizione verso un promontorio anticiclonico promette ora una tregua significativa, offrendo un raggio di speranza per le imminenti festività pasquali. Tuttavia, l’eredità di Erminio non si cancella facilmente: il territorio resta vulnerabile a causa della saturazione dei suoli e del carico di neve accumulato in Appennino. In questo scenario, le istituzioni hanno adottato misure straordinarie per garantire la sicurezza e la mobilità dei cittadini lungo la dorsale adriatica, cercando di scongiurare il blocco dei collegamenti nazionali.
I numeri del disastro: piogge da record e dighe al limite
L’entità dell’evento meteorologico emerge con chiarezza dalle parole di Fabio Ciciliano, capo della Protezione civile, che in un colloquio con il Corriere della Sera ha analizzato la complessità di quanto accaduto nelle ultime ore in Abruzzo e Molise. La combinazione di due fattori cruciali ha reso la tempesta Erminio particolarmente distruttiva: “L’analisi dei fenomeni è sempre complicata, di sicuro la tempesta Erminio (l’organizzazione meteorologica mondiale alterna nomi maschili e femminili per i cicloni) ha associato due elementi: l’intensità e la durata. Così in alcune zone sono caduti fino a 534 millimetri di pioggia, cioè più di quanta normalmente ne cade in 6 mesi. Per capirci: malgrado avessimo aperto tutte le paratie della diga del Liscione, in Molise, alle 23 di mercoledì sera l’acqua era arrivata a meno di 20 centimetri dallo sfioro del margine della diga“.
Neve e rischio idrogeologico
Oltre alla pioggia torrenziale, la perturbazione ha portato con sé anomalie termiche significative. La neve è comparsa a quote inusuali, complicando ulteriormente il quadro idrogeologico a causa del successivo scioglimento, che ora minaccia di gonfiare i bacini artificiali. Ciciliano ha sottolineato l’eccezionalità di questa dinamica nell’intervista alla testata milanese: “Dobbiamo continuare a monitorare perché ora si scioglierà anche tutta la neve caduta, alimentando il lago di Guardialfiera. In questi giorni ha nevicato pure a bassa quota. Una cosa infrequente a certe latitudini come pure è stato insolito il forte abbassamento delle temperature. È stata una perturbazione persistente – parlo al passato perché siamo quasi alla fine e per Pasqua e Pasquetta avremo il sole ovunque – perciò l’acqua piovana che continuava a cadere sul terreno già bagnato poi ha preso a scivolare provocando effetti meccanici, dalle inondazioni alle frane“.
Viabilità e agevolazioni: A14 gratis per il ponte di Pasqua
Con la viabilità ordinaria compromessa da smottamenti e inondazioni, il rischio concreto era l’isolamento di intere aree e il blocco della dorsale adriatica, arteria vitale per i flussi turistici e commerciali. Per evitare il tilt logistico in vista delle partenze per il ponte, la Protezione Civile ha concordato con Autostrade per l’Italia una misura di esenzione per i viaggiatori. “Poteva andare in tilt tutta la circolazione dei veicoli che dal nord arrivano fino a Lecce passando per la dorsale adriatica spezzata in due. Così per favorire gli spostamenti, d’accordo con Autostrade per l’Italia, abbiamo previsto l’esenzione totale del pedaggio dell’A/14 per tutti i transiti con origine-destinazione tra i caselli di Vasto Sud e Termoli. Questa misura resterà in vigore per la durata di tutto il ponte pasquale e fino al ripristino della viabilità ordinaria“, ha concluso Ciciliano.

