Nucleare, Pichetto accelera: “decreti entro l’anno, pronti a integrare il Piano Clima”

Il Ministro dell'Ambiente delinea la road map energetica: dalla gestione dei rifiuti radioattivi alla sfida degli Small Modular Reactor per il prossimo decennio

Il Ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha delineato il futuro energetico dell’Italia intervenendo alla seconda edizione dell’evento del Sole24ore “Transizione energetica e l’industria del Nucleare“. Durante il suo intervento, il titolare del dicastero ha ribadito la ferma intenzione del governo di procedere spedito verso la creazione di una cornice normativa solida per l’atomo, confermando una posizione assunta ormai da oltre 2 anni. L’obiettivo dichiarato è quello di superare le barriere burocratiche e ideologiche che hanno finora frenato il comparto, puntando a una integrazione strutturale della produzione nucleare nel mix nazionale a partire dal prossimo decennio. Pichetto Fratin ha sottolineato l’importanza di un approccio serio e metodico, volto a garantire la sicurezza energetica del Paese in un contesto internazionale sempre più instabile e complesso. La sfida del governo consiste ora nel gestire i passaggi legislativi cruciali per arrivare pronti all’appuntamento con la transizione ecologica globale.

La cornice normativa e il nodo degli emendamenti

Il percorso legislativo per il ritorno al nucleare in Italia entra nel vivo. Il Ministro ha fatto il punto sul disegno di legge in discussione, mostrando ottimismo nonostante la mole di proposte di modifica presentate dalle forze politiche. L’obiettivo è dotare il Paese di regole certe entro tempi brevi, permettendo così agli investitori e ai tecnici di operare in un quadro giuridico definito. “Sono stati depositati la settimana scorsa circa 500 emendamenti sul ddl sul Nucleare, non è un numero che impressiona si esamineranno nel contenuto e siamo aperti a tutti quelli migliorativi e spero di chiudere il processo legilsativo entro la pausa estiva e arrivare per fine anno con i decreti attuativi che riguardano tutti i settori, dalla formazione al deposito, al permitting vogliamo fare una cosa seria, ben fatta, non si acquista nessun Smr (small modular reactor) in questa legislatura ma si creano condizioni giuridiche affinché si possa fare l’integrazione di attuazione del Piano nazionale integrato del clima“, ha dichiarato il Ministro. Nel confermare che da “due anni e mezzo io ho sempre preso posizione sul nucleare“, Pichetto ha ribadito che la produzione da energia nucleare è previsto a partire dal dal prossimo decennio.

La gestione delle scorie e la scelta dei siti

Uno dei temi più delicati riguarda l’individuazione dei siti per lo stoccaggio dei rifiuti radioattivi. Pichetto ha affrontato la questione con pragmatismo, richiamando la responsabilità collettiva e la necessità di superare i localismi per risolvere un problema che riguarda anche settori quotidiani come quello sanitario: “Credo che in questa legislatura si debba chiudere con l’individuazione del sito per il deposito temporaneo delle scorie e del deposito dei rifiuti che sono ferro, mattoni e materiale sanitario“. Il Ministro ha poi aggiunto: “È un impegno e un dovere che ho in questa legislatura, arriveremo a individuare questo in seguito alla legge delega per definire modalità di compensazione” al territorio.

Rispetto alla norma di 20 anni fa e a possibili resistenze a livello locale, Pichetto ha spiegato che “l’Italia ha una vivacità estrema a ogni iniziativa si creano condizioni per la creazione di un comitato, ma spero che equilibrio e buon senso e determinazione ad andare nel merito e valutare nel merito prevalga rispetto a manifestazioni di bandiera. Se uno ragiona, tutto il materiale che producono gli ospedali italiani dove lo mandiamo? Dobbiamo tenere conto di tutto ciò e che qualcuno abbia interesse a promuovere anche un referendum ma confido nei giovani che sono più attenti al merito che alle bandiere”.

Verso il 2030: un mix tra rinnovabili e atomo

La visione del Ministero non prevede una competizione tra le diverse fonti pulite, ma una loro integrazione strategica. Il nucleare viene visto come lo strumento necessario per stabilizzare la rete e ridurre progressivamente il peso delle centrali a combustibili fossili, garantendo l’indipendenza energetica richiesta dall’Unione Europea. “Il green deve essere integrato dal nucleare, va in sostituzione semmai del termoelettrico questa è la sfida non in sostituzione delle rinnovabili di cui stiamo rispettando tabella di marcia“. Al 31 dicembre 2025, ha ricordo il Ministro, “siamo a 1,4 Gw che è poco ma sopra l’obiettivo del piano. Dal prossimo decennio l’integrazione del nucleare è al 11-22%. Non abbiamo alternative, se no è una scelta di arretratezza. Il mio sogno è anche la fusione” nucleare “e mi auguro di partecipare all’inaugurazione anche se a 95 anni è durissima. L’Europa sta andando verso il nucleare perché si è resa conto che non possiamo essere dipendenti da altre parti del mondo peraltro molto instabili polticamente“.