La seconda giornata della ministeriale G7 a Parigi si apre con un richiamo urgente alla resilienza delle infrastrutture e alla protezione del patrimonio edilizio mondiale dai rischi climatici sempre più frequenti. Il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto, ha preso la parola per delineare la visione italiana sulla gestione delle vulnerabilità ambientali, sottolineando la necessità di un approccio che superi definitivamente la logica dell’emergenza. Davanti ai delegati internazionali, il Ministro ha ribadito che la stabilità del settore immobiliare è un pilastro fondamentale per la sicurezza economica e sociale di ogni nazione moderna. L’intervento ha messo in luce come la prevenzione rappresenti un investimento strategico per salvaguardare l’integrità del territorio e la memoria storica delle singole comunità. Attraverso la cooperazione internazionale e l’uso di tecnologie avanzate, l’obiettivo è trasformare le attuali criticità in opportunità di sviluppo sostenibile per le future generazioni. Il messaggio inviato da Parigi è chiaro: la sicurezza del costruito è un elemento cardine della transizione ecologica globale e richiede uno sforzo congiunto che coinvolga attori pubblici e privati. Questa strategia mira a rendere le città più sicure, proteggendo non solo l’economia ma anche il benessere dei cittadini europei.
Nel suo discorso, Pichetto ha evidenziato come sia necessario un radicale cambio di paradigma nella gestione del territorio. “Affrontare la vulnerabilità del settore immobiliare ai rischi naturali richiede un cambio di prospettiva: non possiamo limitarli a reagire agli eventi, ma dobbiamo costruire un sistema capace di anticiparli, mitigarne gli effetti e e adattarsi nel tempo”. Il Ministro ha descritto la “natura multilivello” di questa sfida, definendola una gestione complessa che deve tener conto delle diverse tipologie di strutture. “Abbiamo – ha spiegato – edifici e infrastrutture di recente realizzazione, progettati secondo criteri avanzati di resilienza, ma esiste un patrimonio edilizio esistente, spesso storico o culturale, che richiede interventi complessi e delicati”.
Identità e protezione del patrimonio
Il cuore dell’intervento si è poi spostato sulla specificità del caso italiano, dove il legame tra architettura e storia è indissolubile. “In Paesi come l’Italia – ha detto il Ministro – questo patrimonio rappresenta un valore economico e anche identitario: proteggerlo significa salvaguardare la nostra storia e il nostro tessuto sociale”. Per raggiungere questo obiettivo, la strategia deve necessariamente passare attraverso l’innovazione tecnologica. “È essenziale – ha osservato Pichetto Fratin – investire nella conoscenza: sistemi di monitoraggio, mappature dei rischi e strumenti digitali possono aiutarci a identificare le aree più vulnerabili e a orientare le decisioni”.
Prevenzione e cooperazione internazionale
Oltre alla tecnologia, il Ministro ha richiamato l’attenzione sulla necessità di una solida base culturale ed economica. Ha sottolineato che occorre promuovere “la cultura della prevenzione” e “prevedere adeguati strumenti finanziari”. In chiusura, ha ribadito il ruolo cruciale del G7 come piattaforma fondamentale per lo scambio di buone pratiche. “L’Italia riconosce il valore della Partnership – ha detto ancora Pichetto – e la condivisione di esperienze tra i Paesi del G7 rappresenta un’opportunità concreta per migliorare le nostre capacità di prevenzione, adattamento e risposta”.
