Sabotaggio a un traliccio elettrico, ripercussioni su un oleodotto: l’indagine coinvolge intelligence italiana e tedesca

Un attacco a un impianto di Terna coinvolge intelligence italiana e tedesca, Ros e Dda, ma si esclude il coinvolgimento di attori esterni

Un sabotaggio a un traliccio della linea elettrica di Terna è oggetto di una indagine che coinvolge intelligence italiana, tedesca, il Ros dei Carabinieri e la Dda del Friuli Venezia Giulia. Non tanto per la gravità del danno, riparato in pochi giorni, ma perché ha causato rallentamenti nell’attività di un obiettivo sensibile: Tal-Siot, l’Oleodotto Transalpino, che da Trieste rifornisce di greggio l’Austria, la Baviera (Germania), la Repubblica Ceca. Un impianto che già nel 1972 fu oggetto di un attentato di Settembre nero, e che soltanto per alcuni errori commessi dai terroristi causò pochi danni.

In periodo di guerre, Tal è un impianto decisamente “attenzionato”. La vicenda comincia giorni fa quando un numero inusuale di petroliere era in rada nel Golfo di Trieste in attesa di scaricare il greggio. Circostanza – aveva spiegato Alessandro Gorla, presidente di Siot e g.m. di Tal – collegata a “diversi fattori concomitanti”: avere “a disposizione la massima quantità di greggio per garantire approvvigionamento”. Inoltre, a marzo c’è stato “un rallentamento tecnico della linea dovuto a molteplici occorrenze, nostre e di terze parti. La situazione tornerà alla normalità in aprile, al termine di interventi manutentivi periodici”. Oggi i media tedeschi Business insider e Welt am Sonntag hanno sostenuto che il rallentamento è stato causato da un sabotaggio alla fornitura elettrica di una stazione di pompaggio in Carnia con probabile taglio di un cavo nei pressi di un palo della luce.

La smentita

L’ipotesi è stata smentita dai vertici di Tal che hanno parlato di un normale disservizio. In effetti, Tal non ha subito attacchi anche se il rallentamento ha avuto conseguenze – scrivono i media tedeschi – sulla raffineria Miro, tra le principali in Germania, e sulla Bayernoil, che per alcuni giorni hanno dovuto ricorrere alle riserve. “Non abbiamo ricevuto greggio tramite il TAL per tre giorni, fino alle 2 del mattino circa del 30 marzo, e abbiamo dovuto fare affidamento sulle scorte disponibili”, ha confermato una portavoce della raffineria ai media.

Dopo il ripristino della stazione di pompaggio, Miro ha iniziato gradualmente a ricostituire le riserve di greggio. La raffineria fornisce quotidianamente carburanti e olio da riscaldamento a circa 10 milioni di persone, oltre a offrire teleriscaldamento a migliaia di abitazioni a Karlsruhe. In totale, i suoi prodotti soddisfano circa il 45% del fabbisogno energetico primario del Baden-Württemberg.

Tal in una nota oggi ha spiegato che il 25 marzo Terna le ha chiesto “di scollegare l’impianto di pompaggio di Paluzza dalla linea elettrica, per consentire un intervento di riparazione di un traliccio a oltre 12 km dal più vicino impianto Tal. Qualsiasi informazione relativa ad azioni esterne da parte di terzi nei confronti di qualsiasi parte dell’impianto di Tal è non veritiera”. Un caso sul quale, apprende l’ANSA, “sono in corso accertamenti della Dda di Trieste, con il Ros dei carabinieri”.

Terna successivamente, in una stringata nota, ha confermato il danneggiamento del 25 marzo scorso commesso da ignoti, a “un sostegno della linea a 132 kV Tolmezzo-Paluzza n. 416, nel comune di Tolmezzo (Udine)”. Il gestore della Rete Elettrica Nazionale ha informato le autorità di polizia precisando che il danneggiamento non ha causato danni a persone o cose ma la “disalimentazione dell’impianto del cliente AT ‘Società Italiana per l’Oleodotto Transalpino S.p.A. – SIOT’, nel comune di Paluzza, per la durata delle attività di ripristino e non ha generato significative ripercussioni sull’alimentazione delle utenze civili gestite dal distributore locale”.

Il 29 marzo la situazione era tornata alla normalità. Secondo quanto ha appreso l’ANSA, non si è trattato di un hackeraggio ma di un danno fisico causato a un traliccio. Atto volontario e preciso.