Volgendo lo sguardo verso l’orizzonte Ovest-Nord/Ovest subito dopo il tramonto di oggi, giovedì 23 aprile, potremo assistere ad una nuova suggestiva congiunzione: il luminosissimo pianeta Venere, ormai indiscusso dominatore della volta celeste serale, si troverà a pochissimi gradi di distanza dalle delicate e scintillanti stelle delle Pleiadi, il celebre ammasso aperto incastonato nella costellazione del Toro. Questo incontro ravvicinato offre una visione mozzafiato già a occhio nudo, regalando a chiunque alzi gli occhi al cielo un quadro astronomico di rara bellezza che segna l’inizio del lungo regno vespertino del pianeta. Se si ha a disposizione un binocolo, la serata di oggi promette un ulteriore, preziosissimo premio: la possibilità di individuare con relativa facilità il lontano e sfuggente Urano, dalle sfumature verde-azzurre, posizionato appena in basso a sinistra rispetto al brillante vicino planetario.
Venere, la Stella della Sera
Il secondo pianeta del Sistema Solare si sta fermamente ritagliando il ruolo di “Stella della Sera“. Attualmente visibile fino a 90 minuti dopo il tramonto, la sua traiettoria lo porterà ad arrampicarsi sempre più in alto nel cielo col passare dei giorni. Questa posizione di assoluta rilevanza si protrarrà fino a ottobre 2026, rendendo il pianeta una presenza inconfondibile ancor prima che faccia completamente buio. Il culmine della sua altezza sull’orizzonte verrà raggiunto nel mese di agosto, mentre a metà settembre Venere diventerà in assoluto l’oggetto più luminoso dell’intero firmamento notturno, secondo unicamente alla nostra Luna.
I segreti delle Pleiadi
Conosciute dagli astronomi con la sigla M45, le Pleiadi si trovano a circa 440 anni luce di distanza dal nostro Sistema Solare. Questo affascinante ammasso ospita all’incirca mille stelle, tutte nate dalla medesima, gigantesca nube di gas e polvere interstellare. Di questa numerosa famiglia cosmica, tuttavia, normalmente riusciamo a scorgere a occhio nudo appena 6 o 7 dei membri più brillanti, una caratteristica che ha donato loro il suggestivo e celebre appellativo di “Sette Sorelle“. Con un’età stimata in “appena” 100 milioni di anni, questi astri sono dei veri e propri neonati se paragonati alle stelle più antiche che punteggiano l’universo, o al nostro stesso Sole, che brilla da ben 4,6 miliardi di anni.
Fuoco e ghiaccio: l’incontro illusorio
La vicinanza visiva tra Venere e il 7° pianeta, Urano, rappresenta un magnifico e gigantesco inganno prospettico, apprezzabile appieno solo attraverso le lenti di un binocolo o di un piccolo telescopio. Mentre Venere, in quanto pianeta interno, orbita a soli 108 milioni di km dalla nostra stella, Urano viaggia nelle buie profondità siderali a ben 2,9 miliardi di km di distanza. Questa illusione ottica mette a confronto due mondi caratterizzati da estremi climatici diametralmente opposti. Venere detiene il record di calore nel Sistema Solare, con una superficie torrida che tocca i 462°C. Urano detiene al contrario il primato del freddo, con temperature che precipitano vertiginosamente fino a -224°C. Entrambi condividono, per coincidenza, dinamiche di rotazione alquanto bizzarre: il nostro rovente vicino impiega 243 giorni terrestri per compiere un giro sul proprio asse, un periodo paradossalmente più lungo del suo intero anno (225 giorni); il gigante ghiacciato possiede invece un’inclinazione assiale estrema di 98 gradi, una peculiarità che condanna vaste regioni del pianeta a rimanere immerse in un’oscurità ininterrotta per ben 42 anni terrestri consecutivi.
